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Abruzzo: congelati i 10 mln destinati a credito Pmi

Palumbo, capogruppo Pd L'Aquila: "Regione sventola bandiera bianca per nascondere aziende che lascia in rosso"

Spendere subito e spendere bene i fondi a disposizione, questo dovrebbero fare gli amministratori pubblici per immettere in un mercato in sofferenza sostegni immediati. Con questa premessa ci sarebbe da interrogarsi sul perché la Regione, che dispone di 10 milioni di euro destinati all’accesso al credito trasferiti dalla Struttura tecnica di missione nel febbraio del 2019, non li eroghi alle aziende aquilane, così come è stato fatto dal Commissario di Governo Legnini non più di un mese fa, per i comuni del cratere 2016.

È quanto scrive in una nota Stefano Palumbo, capogruppo del PD in consiglio comunale all’Aquila.

“Sarebbe da chiedersi perché non risulta prioritario per il governo regionale erogare i contributi a fondo perduto della misura Fare Centro che, a causa del mancato rinnovo della convenzione con Abruzzo Engineering, sono bloccati ormai da mesi, con circa 4 milioni di euro disponibili dal 2016 ancora da liquidare. Sarebbe da chiedersi il perché gli esponenti regionali aquilani di maggioranza in Regione (mai così tanti da decenni) non si interessino di queste erogazioni, che potrebbero avere una funzione di garanzia per le imprese e produrrebbero un effetto moltiplicatore con benefici evidenti per l’intero sistema economico, in questo momento delicato”, spiega.

“Ci sarebbe da chiedersi poi se il balletto di liti e nomine sui vertici della Asl aquilana durante la piena fase di emergenza Covid fosse proprio opportuno o se il dato di permanenza in zona gialla dell’Abruzzo (soli 56 giorni), dallo scorso autunno ad oggi (peggio ha fatto solo Bolzano con 45 giorni) abbia anche delle precise responsabilità politiche nella gestione del sistema sanitario regionale; invece, la politica nostrana, non curante dei propri errori e delle proprie responsabilità, con fermezza e puntiglio si pone di nuovo fiera in polemica con il Governo, chiedendo l’anticipazione di qualche giorno dell’entrata in zona bianca”, prosegue.

“Forse c’è da chiedersi se questo è il massimo che si può chiedere a una politica regionale, che agisce sventolando una fumosa bandiera bianca per nascondere le aziende che lascia in rosso”, conclude.

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