“Quasi il venti per cento delle famiglie italiane vive in una condizione di povertà: tra queste rientrano i nuclei che percepiscono redditi continuativi. C’è quindi oltre all’esclusione sociale per così dire classica una povertà invisibile, insidiosa, un’evidenza che cozza con i dati economici che siamo abituati ad apprendere, compresi quelli che riguardano l’occupazione”: lo dichiara Angelo Radica, presidente di ALI Abruzzo, commentando le cifre recentemente presentate nel Rapporto ‘L’Italia delle povertà. Dinamiche sociali, risposte pubbliche e racconto dei media’, dell’Alleanza contro la Povertà in Italia, di cui l’associazione di Comuni ALI fa parte.
Radica prosegue: “C’è da essere grati per il lavoro di elaborazione svolto dall’Alleanza contro le Povertà. Sono dati impressionanti, da non sottovalutare, e che evidentemente chiamano in causa la responsabilità delle istituzioni, a tutti i livelli, che hanno il dovere di dare risposte efficaci e tempestive. Servono politiche attive contro la povertà: fare finta che il problema non esista non serve a cancellarlo. I Comuni sono come sempre in prima linea, in quanto responsabili delle politiche sociali e del rapporto diretto con la cittadinanza: dalla loro capacità di fornire risposte dipende in molti casi la vita delle persone e il grado di fiducia nelle istituzioni, tutte. Per questo vanno sostenuti, e sono particolarmente miopi i recenti e ripetuti tagli alla finanza comunale. E’ necessario un generale cambio di rotta, a cominciare dal governo”.






































