Cosa stai cercando?...
Home » Crisi Valle Peligna: “Avviare tavolo di crisi al MIMIT”

Crisi Valle Peligna: “Avviare tavolo di crisi al MIMIT”

Servono soluzioni certe e concrete. L'anno 2025 si è chiuso con una mobilitazione di piazza. I sindacati: "Lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne non rappresentano un problema di pochi, ma riguardano tutte e tutti: la Valle Peligna ha perso dal 2005 al 2025 il 13,56% della popolazione".

Si è tenuta ieri, a Sulmona, la manifestazione indetta dai sindacati per denunciare la crisi della Valle Peligna, afflitta da un declino economico, da una grave carenza di lavoro e di servizi, dalla cessazione di numerose attività che, negli anni, hanno determinato lo spopolamento del territorio e, di conseguenza, un generale impoverimento del tessuto sociale, economico e culturale di un’intera area.

“Invero, già quasi vent’anni fa i lavoratori e le lavoratrici della Valle Peligna, con le Organizzazioni sindacali, scioperavano e scendevano in piazza per l’individuazione e l’adozione di politiche occupazionali efficaci contro le chiusure e le delocalizzazioni delle fabbriche e lo smantellamento e il declassamento dei servizi pubblici, ottenendo, allora, la stipulazione di un Protocollo d’intesa firmato dal Ministero dello Sviluppo Economico per il rilancio della Valle Peligna, definita in quel documento “Area di crisi industriale complessa”. Lo affermano in una nota inviata alla stampa i segretari di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Francesco Marrelli, Pietro Di Natale, Maurizio Sacchetta e Roberto Bussolotti. “A dieci anni di distanza, – continuano – nel 2017, i cittadini e le cittadine tornavano in piazza, per denunciare la mancata applicazione di quel Protocollo e la necessità di mettere in campo soluzioni concrete e innovative di sviluppo per arrestare il declino socio-economico della Valle Peligna. Visti i trascorsi, non possiamo perdere altro tempo. Nessuno può permetterselo. Per queste ragioni, la manifestazione del 31 dicembre 2025 è stata indetta, oltre che per denunciare una situazione di crisi che va avanti da anni, anche e soprattutto per trovare una soluzione collettiva, condivisa e partecipata, a mezzo del confronto dei cittadini e delle cittadine, lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, studenti e studentesse, con i Sindaci della Valle Peligna, della Valle Subequana e dell’Alto Sangro, i Consiglieri e le Consigliere Regionali, gli Assessori e le Assessore della Giunta Regionale, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Sulmona, tutte le associazioni di categoria, i partiti politici e i movimenti, oltre i sindacati ovviamente”.

“Infatti, – aggiungono i segretari – lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne non rappresentano un problema di pochi, ma riguardano tutte e tutti: la Valle Peligna ha perso dal 2005 al 2025 il 13,56% della popolazione, cioè 6.810 residenti. Quindi, la soluzione richiede uno sforzo collettivo, con il superamento degli individualismi e dei particolarismi. I piccoli comuni e le aree rurali, pur soffrendo l’attuale stato di crisi, sono cruciali per il benessere del Paese e necessitano di politiche occupazionali adeguate che preservino il territorio e supportino le comunità che lo abitano, perché nessuno si salva da solo! Quindi, all’esito della manifestazione, riteniamo necessario e urgente avviare un tavolo di crisi per la Valle Peligna e portare la vertenza dinanzi al MIMIT, Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Infatti, posto che nella Valle Peligna, a partire dagli anni sessanta, ha preso piede un veloce sviluppo industriale, con l’avvio di diverse fabbriche nei settori come quelli chimici, elettronici, metalmeccanici, alimentari, tessili e di arredamento, e che negli anni, a seguito di delocalizzazioni, cessazioni e riduzioni di personale, tale tessuto economico è stato depauperato, l’intero territorio, oggi, risulta deprivato di posti di lavoro e garanzie salariali. Invero, a tale desertificazione industriale non si è sostituito alcun nuovo modello di sviluppo alternativo. Per la sua storia, quindi, la Valle Peligna ha bisogno, con urgenza, di investimenti pubblici e privati finalizzati sì al rilancio del territorio, con l’incentivazione di nuovi insediamenti industriali, ma anche al mantenimento e al rafforzamento della realtà attuale, con la necessità di valorizzare il patrimonio industriale esistente e di diversificare il tessuto economico. Non possiamo più permetterci di perdere neanche un posto di lavoro. Pertanto, le scriventi OO.SS. hanno ritenuto necessario nella giornata di oggi, giornata di mobilitazione e di lotta a difesa di un intero territorio, sottoporre all’attezione delle figure istituzionali presenti un manifesto unitario per l’avvio immediato di un tavolo di confronto certo, comprovabile e partecipato sia a livello regionale sia a livello ministeriale, per la ricerca di strumenti idonei al rilancio e al consolidamento delle attività produttive e per affrontare la crisi dell’automotive e dei grandi servizi e per il riconoscimento alla Valle Peligna dello status di area di crisi complessa o ad alto impatto sociale. Bisogna altresì investire nei servizi alle persone, partendo dalla salute delle stesse, dall’istruzione e dalla formazione, nelle infrastrutture materiali e immateriali di collegamento, e cioè nell’insieme di opere e servizi (strade, ferrovie, autostrade, reti digitali, idrauliche ) essenziali per connettere aree geografiche, facilitare la mobilità di persone e merci, garantire servizi primari attraverso un sistema pubblico di gestione e una fiscalità di vantaggio che possa rendere attrattivo il territorio, per lo sviluppo economico e sociale e per ridurre il divario delle aree interne.

“Misureremo l’impegno assunto dalle istituzioni presenti e continueremo le mobilitazioni partendo da un principio inviolabile che è mai più un posto di lavoro in meno”, questa la conclusione.

CONDIVIDI

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI
SEGUICI SU

FACEBOOK

LIKE

ARCHIVI
Archivi