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Infermiere marsicano aggredito al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Terni

Ordini delle professioni infermieristiche di Terni e dell'Aquila: "Registrato ennesimo grave episodio di violenza. Le aggressioni al personale sanitario sono oggi procedibili d’ufficio". Il professionista sanitario, originario della Marsica, è stato aggredito verbalmente e fisicamente. Scattata la denuncia.

Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche di L’Aquila e di Terni esprimono massima solidarietà per i colleghi coinvolti nei fatti accaduti presso il Pronto Soccorso di Terni, nella notte tra il 30 e il 31 dicembre del 2025. Nello specifico, è intervenuto anche l’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia dell’Aquila, guidato dalla dottoressa Patrizia Morfeo, poiché uno degli infermieri coinvolti è di origini marsicane: l’infermiere è stato aggredito sia verbalmente che fisicamente ed ha già sporto denuncia.

Il professionista sanitario lavora a Terni, ma è iscritto presso l’Ordine delle Professioni Infermieristiche dell’Aquila.

“Nonostante i numerosi interventi pubblici degli Ordini professionali, gli appelli rivolti ai cittadini a non aggredire il personale sanitario e sociosanitario e l’esistenza di una normativa specifica, si registra l’ennesimo grave episodio di violenza. Si è verificata, infatti, un’aggressione fisica e verbale culminata in minacce di morte nei confronti dei colleghi. La minaccia di morte costituisce un reato grave, punito dal Codice Penale italiano”, avvertono i presidenti degli ordini all’unisono in una nota firmata congiuntamente.

“È indispensabile che le autorità competenti prestino la massima attenzione a quanto previsto dal D.Lgs. 150/2022 e dai successivi interventi normativi: le aggressioni al personale sanitario sono oggi procedibili d’ufficio. Ciò significa che l’autorità giudiziaria può intervenire anche in assenza di denuncia da parte della vittima e indipendentemente dalla gravità delle lesioni, configurando tali episodi come reati di particolare allarme sociale che richiedono l’intervento diretto dello Stato. Resta comunque l’obbligo per le strutture sanitarie di segnalare ogni evento.
Infine rinnoviamo l’invito a denunciare e a condannare con fermezza ogni forma di violenza nei confronti dei professionisti della salute”, così affermano i presidenti dei due ordini professionali.

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