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D’Alessandro interviene sullo sciopero TUA

"Seriamente a rischio rinnovo affidamento in house. Su Tua gestione senza senso, a rischio implosione "

Sullo sciopero indetto dai sindacati dei trasporti su TUA interviene l’ex sottosegretario ai trasporti Camillo D’Alessandro, che nel periodo del governo D’Alfonso varò la nascita di Tua, attraverso la fusione delle ex società pubbliche GTM, ARPA e SANGRITANA, a cui furono affidati direttamente i servizi in house, senza gara del trasporto pubblico locale. Riforma che trovò l’approvazione dei lavoratori che con referendum approvarono il nuovo contratto di secondo livello.

” Lo sciopero aiuta a riflettere e chi governa in Regione dovrebbe seriamente fermarsi prima che imploda il servizio universale del trasporto pubblico garantito da una società pubblica, lasciata sana e pronta, e che oggi è a rischio implosione”

“Il rinnovo dell’affidamento in house non è automatico, anzi per le scelte compiute dall’attuale gestione di TUA e dalla Regione, è a serio rischio. Quando decidemmo di affidare in house a TUA i servizi di traporto pubblico locale per 10 anni, la delibera fu aggredita dai gestori provati che chiedevano le gare. Vincemmo in ogni grado di giudizio. Alla luce delle pressioni dell’Europa sulle gare, alla luce dell’attuale Decreto Concorrenza, si pone lo stesso problema che si pose allora, ma con dei clamorosi nervi scoperti, un assist ai privati che vorranno chiedere le gare: bisogna dimostrare la convenienza dell’affidamento rispetto alle gare, scelta che facemmo noi, a differenza di altre Regioni come la Toscana, che indirono le gare e si trovarono società anche straniere a gestire il servizio di TPL”

“Se pure la legge consente lo strumento delle sub concessioni fino al 20%, ma di fronte ad un nuovo ricorso giudiziario sull’affidamento in house, i privati avranno gioco facile a fare valere un grande argomento: se TUA prende soldi diretti senza gare per il servizio del trasporto pubblico ad un costo a chilometro, poi prende quei soli e parte del servizio lo sub concede ad un costo inferiore ai privati, allora dove sta la convenienza per la Regione di non fare le gare? Durante il mio mandato le subconcessioni erano quelle storiche, compatibili con un sistema di affidamento in house, ora con l’aumento delle subconcessioni è la stessa TUA che autodenuncia se stessa, cioè il servizio può essere garantito a minore prezzo dandolo ai privati, questo è il senso finale della subconcessione. Insomma un gigantesco assist per i ricorsi”

“Ad oggi la Regione non ha ancora chiarito e detto esplicitamente se vuole rinnovare l’affidamento in house o fare le gare. Perché? Se è intenzionata al rinnovo è sicura di poter blindare l’affidamento in house o sta volutamente precostituendo le ragioni per andare alle gare? Se si faranno le gare che fine faranno i lavoratori di Tua e i loro contratti di secondo livello? Come mai tanti giovani che vincono il concorso a TUA dopo poco preferiscono lasciare l’azienda o alcuni non iniziano proprio a lavorarci. Perchè una partecipata di TUA, come Sangritana spa, che produceva utili è stata privatizzata? Si possono rendere pubblici i patti parasociali? Esattamente quale è il disegno?”

Comunicato stampa

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