“La conferenza stampa che si è svolta ieri a Pescara, promossa dagli organizzatori del Comitato Giusto dire No al referendum sulla cosiddetta Legge Nordio, ha rappresentato un passaggio importante di informazione pubblica e di partecipazione democratica. Un’iniziativa autorevole, alla quale ho partecipato, animata da magistrati, giuristi e rappresentanti della società civile, che richiama tutti alla responsabilità di difendere i principi costituzionali”.
Lo dichiara il senatore del Partito Democratico Michele Fina, che aggiunge: “dal confronto di ieri emerge con chiarezza come questa riforma non risponda alle reali esigenze dei cittadini e del sistema giudiziario. La giustizia italiana soffre per la carenza di magistrati, di personale amministrativo e per l’eccessiva durata dei procedimenti. Problemi strutturali che la legge Nordio ignora completamente, preferendo interventi ideologici e costosi, con un aggravio di spesa pubblica stimato in oltre cento milioni di euro l’anno. È fuorviante sostenere che la riforma serva a garantire la terzietà del giudice – prosegue Fina – perché la terzietà è già pienamente assicurata dalla Costituzione e dimostrata dalla storia della magistratura italiana, protagonista nella difesa della legalità contro mafie, terrorismo e corruzione. Nessun organismo internazionale ha mai chiesto una modifica di questo tipo ed èmolto significativo, questo proposito il richiamo che il Comitatoha voluto tributare al giudice Alessandrini, vittima ddl terrorismo.
“La finalità reale della legge Nordio è un’altra: alterare gli equilibri costituzionali, riducendo l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e rafforzando il controllo della politica e dell’esecutivo. La frammentazione del CSM, l’introduzione di un sorteggio che svuota il principio elettivo, la creazione di una commissione disciplinare speciale e l’indebolimento dello statuto di indipendenza del pubblico ministero rappresentano un precedente pericoloso nella storia repubblicana. Per la prima volta – conclude Fina – si interviene su cardini fondamentali della nostra democrazia, mettendo in discussione il divieto di tribunali speciali e l’assetto unitario della magistratura ordinaria. Il Partito Democratico sostiene con convinzione il lavoro del Comitato Giusto Dire No e continuerà a promuovere un’informazione corretta e capillare: difendere l’indipendenza della magistratura significa difendere i diritti dei cittadini e la qualità della nostra democrazia. Per questo è giusto dire No».
Comunicato stampa







































