“La gestione e l’accoglienza dei migranti all’Aquila non può ridursi a un battibecco sui social o a videomessaggi che finiscono solo per aumentare la tensione sociale. È necessario che l’amministrazione si esprima nelle modalità e nei luoghi istituzionali deputati e che il sindaco Pierluigi Biondi lo faccia in prima persona, senza delegare nascondersi dietro a qualche assessore in cerca di consenso. Vogliamo sapere quali misure concrete il Comune sta mettendo in campo relativamente l’assistenza e la salvaguardia delle persone senza fissa dimora, condizione che riguarda alcuni migranti ma anche molti cittadini aquilani ormai al di sotto della soglia di povertà”.
Lo afferma il capogruppo del Partito democratico al Consiglio comunale dell’Aquila, Stefano Albano, che ha chiesto la convocazione urgente di una seduta della Conferenza dei capigruppo in cui audire il sindaco, Pierluigi Biondi, l’assessore alle Politiche sociali Manuela Tursini, il dirigente comunale competente, Paolo Pietro Giorgi della Fraterna Tau-Movimento celestiniano, i consiglieri regionali e i parlamentari eletti in provincia.
“Quanto è accaduto il 7 gennaio con l’amministrazione che ha di fatto ignorato l’indirizzo politico espresso dal Consiglio comunale che il 19 luglio 2021 ha votato un ordine del giorno a salvaguardia del complesso di San Bernardino in Piazza d’Armi”, rileva Albano, “tornando a minacciarne la demolizione, non può restare circoscritto ai veleni che si sputano sulle pagine social”.
“La Fraterna Tau–Movimento Celestiniano opera da anni nel territorio del comune dell’Aquila e svolge attività di carattere religioso, sociale e di accoglienza, anche in favore di cittadini migranti, utilizzando, tra le altre, le strutture insistenti sull’area di Piazza D’Armi”, ricorda il capogruppo del Pd.
“Il complesso in questione è costituito da una chiesa intitolata a San Bernardino e un centro di accoglienza con mensa realizzati dalla protezione civile nazionale all’indomani del terremoto del 2009, in ossequio ad una delibera di Giunta comunale del 2009. Il 5 aprile 2010, con protocollo d’intesa sottoscritto da Protezione civile nazionale, Comune dell’Aquila, Finegil editoriale e Fraterna Tau è stata attribuita la proprietà e la gestione del complesso alla Fraterna Tau Odv-Ets, con scadenza all’anno 2013 ‘salvo proroga da accordarsi se concomitante con lo stato di emergenza o di non disponibilità della precedente sede di via Giardini’. Il 17 settembre 2020 la Fraterna Tau è stata raggiunta da un’ordinanza emessa dal dirigente del Settore Urbanistica comunale, unica nel suo genere nel contesto dell’emergenza sisma dell’Aquila, per la demolizione dei manufatti. Ordinanza impugnata davanti al Tar Abruzzo e con successiva sentenza del 22 luglio 2021 sono state parzialmente accolte le doglianze della Fraterna Tau, con annullamento delle disposizioni relative alla demolizione dei locali adibiti alla Mensa di Celestino e al centro di accoglienza, mentre veniva confermata la demolizione della Chiesa e del conventino attiguo ‘finché non intervengano, eventualmente, atti postumi di autorizzazione’. A seguito di ciò il Comune ha impugnato la sentenza al fine di ottenere la conferma di tutte le disposizioni dell’ordinanza per procedere con la demolizione anche per il centro di accoglienza e la Mensa di Celestino”.
“Ma nonostante il 19 luglio 2021 il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno per ‘valutare la possibilità di ricercare una soluzione concordata e transattiva della controversia giudiziaria che tenga conto delle norme amministrative, ma anche dell’interesse generale e della tutela di un servizio socio-assistenziale’, la vicenda non ha trovato una soluzione stragiudiziale a tutela dei superiori interessi pubblici e il Consiglio di Stato si è pronunciato con sentenza n. 2113/2025 confermando il pronunciamento del Tar Abruzzo”.
“Arriviamo al 7 gennaio quando, considerando che diversi migranti si trovavano da settimane in città, anche nei pressi della Prefettura, in condizioni di estrema precarietà, esposti a temperature particolarmente rigide, con evidenti rischi per la salute e per la stessa vita delle persone coinvolte e che in merito a tale circostanza, si è assistito ad un’aspra polemica pubblica e mediatica da parte dell’amministrazione comunale, con particolare coinvolgimento dell’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis, attraverso discutibili prese di posizione, sia sulla gestione dei migranti che sulla vicenda amministrativa riguardante la Fraterna Tau, che hanno contribuito ad alimentare un clima di forte tensione istituzionale e sociale”, conclude Albano, per il quale “è particolarmente necessario articolare una discussione fra le forze politiche presenti in Consiglio comunale, con il fine di meglio comprendere le motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione ad ignorare l’indirizzo politico espresso dall’odg votato in assise civica in data 19 luglio 2021, indagando inoltre le misure concrete che il Comune sta mettendo in campo relativamente l’assistenza e la salvaguardia delle persone senza fissa dimora”.







































