Con una sala conferenze piena e un’idea chiara sul tavolo: governare il futuro con il contributo di tutti. È entrato ufficialmente nel vivo il Piano di Marketing Urbano del Comune di Avezzano, il progetto che punta a disegnare – entro dodici mesi – una rotta strategica per la città dei prossimi dieci anni e oltre.
«Un metodo per il quale serve responsabilità collettiva», ha spiegato il professor Marcello Sansone, chiamato a guidare il percorso. Un lavoro che parte da una diagnosi rigorosa dello stato attuale della città per arrivare a un documento di indirizzo capace di tenere insieme sviluppo, attrattività, sostenibilità ed equilibrio urbano. In una parola: visione.
Il Piano nasce dentro l’Urban Center, organismo aperto e collegiale presieduto da Emilio Cipollone, in stretto raccordo con l’assessore all’Urbanistica Filomeno Babbo. Uno spazio pensato per condividere scelte, ascoltare stakeholder, incrociare interessi pubblici e privati, garantire uno sviluppo ordinato della trasformazione di servizi, spazi e funzioni urbane.
Il marketing strategico applicato alle città non è una moda, ma una disciplina ormai consolidata. E Avezzano prova a farne uno strumento operativo, collegandolo alla redazione del nuovo PUC, il Piano urbanistico comunale, e alla definizione delle traiettorie di sviluppo fino al 2035. A guidare questo processo è Sansone, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, docente di Marketing e Marketing Territoriale, direttore scientifico di MARKLAB, consigliere nazionale SIM, con oltre vent’anni di esperienze su progetti complessi, nazionali e internazionali.
Un profilo tecnico, strutturato, dichiaratamente apolitico. Uno che i territori li studia prima di raccontarli. Dai progetti per l’attrazione di investimenti esteri della Regione Lazio ai tavoli sul rilancio dei Colli Lanuvini, dal piano commerciale della Regione Puglia al centro commerciale naturale di Cassino, fino ai progetti di ricerca del JRC della Commissione europea. Un curriculum che spiega perché l’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Di Pangrazio abbia deciso di affidargli una fase così delicata: ridisegnare e coordinare gli asset vitali della città – servizi, spazi, funzioni, destinazioni d’uso – in un momento di profonda trasformazione socioeconomica.
Ma Sansone lo ha detto chiaramente: senza un clima collaborativo, il Piano resta carta. Serve il contributo delle categorie, delle associazioni, delle forze sociali. E sì, anche della minoranza amministrativa. Perché qui non si parla di una delibera, ma di una responsabilità collettiva che riguarda il futuro della città e delle prossime generazioni. L’Urban Center, ha ribadito, è uno spazio aperto, inclusivo, partecipato. Senza pregiudizi. Con un approccio proattivo.
Nel merito, la presentazione è entrata nel concreto. Priorità chiare, a partire dal commercio urbano e dal rilancio del centro-città. Una lista di nodi da ripensare: le scuole Mazzini-Fermi; il Parco urbano tra Castello Orsini, Villa e Palazzo Torlonia; un piano di innovazione per le edicole 2.0, con forte coinvolgimento dell’imprenditoria giovanile; la valorizzazione identitaria del muro perimetrale di Palazzo Torlonia; un nuovo concept per Piazza del Mercato, immaginata come food court moderna, inclusiva, ad alta intensità di socialità e intrattenimento.
E ancora: uno studio tecnico per collegare la nuova area pedonale centrale con piazzale Kennedy e la zona Nord, superando la vecchia dicotomia centro-periferia; il potenziamento dei servizi nei quartieri meno centrali; la scelta strategica di concentrare in centro città tutte le istituzioni universitarie e i corsi di laurea. Un elenco aperto, un documento in progress, che crescerà con il confronto.
Per queste ragioni – e per un’esigenza elementare di buona pianificazione – l’amministrazione comunale ha deciso di attivare un processo di programmazione partecipata che punti a risultati concreti e benefici diffusi. Un percorso che prova a tenere insieme conoscenza scientifica, esperienza progettuale e vissuto operativo. Con un obiettivo dichiarato: costruire una città migliore, non per slogan, ma per metodo.
All’incontro erano presenti, oltre al sindaco Di Pangrazio, a Cipollone e Babbo, anche il presidente del Consiglio comunale Fabrizio Ridolfi, i consiglieri Alfredo Chiantini, Lucio Mercogliano, Lorenza Panei, Goffredo Taddei, Rocco Di Micco, presidente del Patto territoriale, e numerosi rappresentanti delle associazioni cittadine. Una platea ampia. Segno che la partita riguarda davvero tutti.
Comunicato stampa








































