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Sicurezza urbana e baby gang, partecipazione al convegno Lega

Affrontato ieri il caso "Nero Ombra", avvenuto a Rimini nell'agosto del 2017. Elena Pagani, disegnatrice accademica forense, fu autrice dell’identikit che si rivelò decisivo per l’individuazione del capo della gang, composta da tre minorenni e un maggiorenne, responsabile di reati gravissimi.

Sala Figlia Di Iorio della Provincia di Pescara gremita, ieri mattina, per il convegno dedicato alla sicurezza urbana e al fenomeno delle baby gang, promosso dal Dipartimento provinciale Sicurezza e Immigrazione della Lega, coordinato da Matteo Mascitti.

L’incontro, dal titolo “Baby Gang – L’indagine Nero Ombra”, ha rappresentato un momento di approfondimento tecnico e di confronto su un tema di strettissima attualità, offrendo un’analisi del fenomeno dal punto di vista investigativo e operativo delle forze dell’ordine. Relatrice del convegno è stata Elena Pagani, Maestro d’Arte, disegnatrice accademica forense, operatrice della Polizia Scientifica e dirigente nazionale del SAP – Sindacato Autonomo di Polizia. Sono intervenuti Vincenzo D’Incecco, coordinatore regionale Lega Abruzzo; Andrea Scordella, responsabile del Dipartimento Regionale Sicurezza Lega; Pasquale Barilone, responsabile dei Dipartimenti Provinciali Lega Pescara.

“Il progetto di questo convegno è stato strutturato e definito già nel mese di ottobre – ha spiegato Mascitti –. Esistono comportamenti criminali che minano la sicurezza fisica e psicologica dei cittadini nei contesti urbani. Oggi abbiamo voluto affrontare un fenomeno qual è quello delle baby gang, quanto mai attuale, analizzandolo da un punto di vista tecnico. Ringrazio Pagani per averci consentito di comprendere meglio dinamiche, strumenti e risposte operative legate a una problematica di forte rilevanza sociale”.

Nel suo intervento, Pagani si è soffermata sul caso “Nero Ombra”, avvenuto a Rimini nell’agosto del 2017. Pagani è autrice dell’identikit che si rivelò decisivo per l’individuazione del capo della gang, composta da tre minorenni e un maggiorenne, responsabile di reati gravissimi.

“Il fenomeno delle baby gang è ormai dilagante – ha sottolineato D’Incecco – ed è il frutto di anni e anni di lassismo, che hanno prodotto profonde crepe culturali e sociali nel nostro Paese. La Lega sta portando avanti una serie di misure, inasprimenti normativi e proposte di legge, volte a garantire proprio una maggiore sicurezza ai cittadini e più dignità alle forze dell’ordine. Allo stesso tempo, però, è anche necessario un lavoro profondo e strutturale nelle famiglie, nelle scuole e nella società. Viviamo oggi un momento in cui molti cittadini non si sentono più sereni nella vita quotidiana. Questa percezione di insicurezza è il risultato di scelte e disattenzioni, ripeto, del passato. Pensare di recuperare anni di lassismo nell’arco di una sola legislatura significa non avere piena contezza della complessità del problema. È indispensabile investire sulle forze dell’ordine, che svolgono un ruolo determinante e che vanno sostenute, e parallelamente avviare politiche culturali ed educative di lungo periodo. Quella che affrontiamo – ha concluso D’Incecco – non è comunque solo criminalità, ma anche un malcostume diffuso, un insieme di disabitudini e difficoltà legate a contesti culturali differenti. Attraverso eventi come quello di oggi vogliamo contribuire a ricostruire una cultura della legalità e della sicurezza. Vanno recuperati valori che troppo spesso sono stati abbandonati. Il problema riguarda Pescara, l’Italia intera e, più in generale, l’Occidente, e va affrontato con serietà, continuità e una visione di lungo periodo”.

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