“Sulle liste di attesa della sanità abruzzese specie sulla gestione della Asl di Pescara, si è consumata una vicenda grave, confusa e istituzionalmente inaccettabile, che oggi pretendiamo venga chiarita fino in fondo. Parliamo della valutazione del Direttore Generale, Vero Michitelli e, in particolare, la valutazione sull’obiettivo più delicato e sensibile per i cittadini: il contenimento delle liste di attesa, che da quanto leggiamo è finito anche al centro di un importante procedimento giudiziale. Un obiettivo, il contenimento, che, secondo il contratto e le delibere regionali vigenti, incide direttamente sui punteggi di valutazione del DG e quindi anche sulla parte variabile della sua retribuzione e, forse anche sul futuro di un manager a capo di un comparto così delicato”.
“Ebbene, su questo stesso obiettivo emergono due valutazioni radicalmente diverse, entrambe interne al sistema regionale, che portano a risultati opposti. Da un lato, i calcoli trasmessi dal Responsabile Unico dell’Assistenza Sanitaria (RUAS) della Asl di Pescara, sulla base di dati forniti dalla stessa Azienda, che attribuiscono al Direttore Generale punteggi molto elevati, superiori ai 20 punti su 28, sostenendo che oltre il 90% delle prestazioni rispetterebbe i tempi massimi di attesa. Dall’altro lato, invece, la valutazione ufficiale dell’Agenzia Sanitaria Regionale (ASR), soggetto indicato dalla Giunta regionale come competente alla verifica, che certifica invece un dato clamorosamente diverso: un indicatore complessivo pari al 61%, con la conseguente attribuzione di “zero punti” sull’obiettivo principale del contenimento delle liste di attesa. Due valutazioni, due numeri, due punteggi su una sola realtà. Non possono essere vere entrambe: il Governo regionale venga a chiarire il perché e le responsabilità di questa gravissima vicenda”, così il capogruppo PD in Consiglio Silvio Paolucci con il consigliere Antonio Blasioli, vicepresidente dell’assise, presentando un’interpellanza sulla questione”.
“A rendere la vicenda ancora più grave è il metodo con cui si è arrivati a questo paradosso – spiegano i due esponenti PD – . La Asl di Pescara è stata l’unica, tra tutte le aziende sanitarie regionali, a non trasmettere i dati richiesti all’Agenzia Sanitaria Regionale, nonostante reiterati solleciti. Un comportamento che ha di fatto impedito all’organo deputato alla valutazione di operare in modo pieno, trasparente e comparabile. Nel frattempo, si è tentato di ridimensionare il ruolo dell’ASR, attribuendo al RUAS una funzione che, per legge e per delibere regionali, non sostituisce né cancella le competenze dell’Agenzia, in assenza di una modifica formale degli atti di Giunta. Un corto circuito amministrativo allarmante, che condanniamo con forza, perché altera le regole a partita in corso e di fatto è sarebbe la causa dei ritardi, gravi, che non hanno ancora permesso la valutazione del Direttore generale della Asl di Pescara. Tutto questo avviene mentre la questione delle liste di attesa della Asl di Pescara è sotto la rilettura della magistratura, tanto che la stessa Azienda è stata costretta a costituirsi parte civile in un procedimento che riguarda direttamente la governance e quindi il Direttore Generale. Altro che questione tecnica o marginale. Di fronte a tutto questo, appare evidente il tentativo di minimizzare una criticità enorme, che incide sulla vita quotidiana di migliaia di abruzzesi e sulla credibilità dell’intero sistema sanitario regionale, da cui la Regione farebbe bene a dissociarsi, onde evitare di assumere una posizione sgradevole nei confronti della sanità e dei disagi crescenti provati da cittadini e cittadine ogni giorno. L’interpellanza che ripercorre un procedimento di cui siamo venuti a conoscenza tramite un accesso agli atti, fa una domanda semplice: perché esistono due punteggi così distanti? Ma soprattutto come sia stato possibile ignorare le richieste dell’Agenzia Sanitaria Regionale? E, infine: come si può pensare di premiare una gestione mentre le liste di attesa esplodono e finiscono sotto indagine? Domande alle quali pretendiamo risposte chiare, nette e ufficiali.Per questo – continuano i consiglieri Blasioli e Paolucci – abbiamo depositato questa interpellanza in Consiglio regionale e se non arriveranno risposte convincenti chiederemo anche una Commissione Vigilanza, con l’audizione di tutti i soggetti coinvolti, a iniziare dagli autori di questa corrispondenza tra uffici, copiosa ma poco risolutiva: il responsabile unico dell’assistenza sanitaria della Asl di Pescara, il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, il Responsabile unico dell’assistenza sanitaria regionale, il direttore generale della Asl di Pescara e la politica regionale: il Presidente Marsilio e l’Assessore Verì, qualcuno dovrà finalmente spiegare questa brutta vicenda e le ragioni di questo lungo ritardo nella valutazione. Una questione delicata che merita attenzione e la ricerca di precise responsabilità, perché oltre a incidere sulla retribuzione del Direttore generale, soldi pubblici di un comparto con i conti pesantemente in rosso a causa forse anche della governance e, ci chiediamo, anche sulla sua conferma? È per capirne di più che faremo i dovuti accertamenti”, questa la conclusione.








































