Il governatore della provincia saudita di Asir, il principe Turki bin Talail bin Abdulaziz Al Saud, ha visitato nel pomeriggio di ieri il borgo di Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila, per conoscere da vicino il modello di rigenerazione territoriale fondato sulla tutela integrale del costruito storico e del paesaggio. Ne dà notizia l’Ansa Abruzzo.
La visita si inserisce in un dialogo internazionale avviato nei mesi scorsi, quando il principe aveva invitato l’imprenditore Daniele Kihlgren a visitare alcune aree interne dell’Asir, tra cui Ghiya Village, per valutare se e come l’esperienza abruzzese potesse essere adattata anche in contesti extraeuropei. Le analogie tra gli insediamenti, costruiti seguendo le curve di livello e in continuità con il paesaggio naturale, hanno spinto il governatore a un sopralluogo per osservare sul campo un approccio che rifiuta la nuova edificazione e punta sulla conservazione di ruderi e abitazioni storiche e sull’identità originaria dei luoghi. Durante la visita, il principe ha manifestato apprezzamento per la decisione dell’amministrazione pubblica di procedere all’abbattimento dell’edificio dell’ex ostello del Cavaliere, manufatto fuori scala realizzato in passato con fondi della Cassa per il Mezzogiorno. Nel corso del sopralluogo ci sono stati incontri con artigiani e operatori locali: una bottega della lavorazione della lana, un laboratorio del legno e un panificatore storico del borgo, quindi visite alle camere dell’albergo diffuso, alla cantina e al ristorante Sextantio Cucina.
Si parla di risultati “misurabili”: 26 micro attività locali e un sistema ricettivo passato in quindici anni da una sola struttura a oltre venti. Il modello, già osservato dalla World Bank per progetti nei Balcani, viene indicato come riferimento per politiche di rigenerazione delle aree interne basate su conservazione e non costruzione del nuovo.



































