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Nasce ad Avezzano il laboratorio per la valorizzazione della viticoltura

Il modello di riferimento è quello della Valdi Cembra in Trentino. La Cantina del Fucino guida il processo di recupero produttivo delle aree marginali per il rilancio sociale, economico e culturale delle zone Interne della Marsica. Parte la sperimentazione della viticoltura di montagna, oltre i 900 metri sul livello del mare.

Il Laboratorio costituito dopo il convegno tenutosi durante le festività natalizie presso la storica Cantina del Fucino sul tema del Recupero produttivo delle aree marginali per il rilancio sociale, economico e culturale delle Zone Interne della Marsica ha rispettato i tempi che si era imposto per mettere a punto progetto sperimentale da presentare agli enti pubblici per il relativo sostegno economico.

Nella stessa sede della Cantina di Paterno, che avrà un ruolo centrale nella realizzazione dell’iniziativa, numerosi rappresentanti dei comuni e del mondo dell’imprenditoria agricola della Marsica hanno vagliato la proposta messa a sintesi dalla professoressa Rosanna Tofalo. Si tratta di una sperimentazione tesa a valorizzare la viticoltura di montagna oltre i 900 metri sul livello del mare.

L’incontro è stato aperto con una breve sintesi sugli scopi dell’iniziativa e del lavoro svolto da parte di Mario Panunzi,affiancato dai componenti del Laboratorio Lorenzo Savina, Pierluigi Palmieri, Roberto Felli, Mario Di Berardino, Francesco Di Girolamo (DS dell’istituto “Serpieri”) e per il Comune di Avezzano dal Consigliere delegato Lucio Mercogliano.

L’accademica teramana Presidente del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia. e Ordinaria di Microbiologia Agraria presso l’università di Teramo, ha illustrato in maniera un’esaustiva e convincente i punti di forza del progetto che è un modello distintivo di qualità, resilienza climatica e identità territoriale. La sperimentazione, che si potrà incastonare in un più ampio programma di valorizzazione della viticultura di montagna abruzzese, terrà conto dell’esperienza consolidata della viticoltura eroica alpina e intende rispondere alle sfide del cambiamento climatico attraverso sistemi viticoli di alta quota, Lo scopo centrale dell’iniziativa è il recupero e la tutela delle aree marginali della Marsica, a rischio abbandono, attraverso lo studio in quota di vini autoctoni abruzzesi ( Trebbiano, Passerina, Pecorino, Montepulciano in selezione e cloni tardivi) e dei vitigni internazionali/mittleleuropei ( Chardonney, Pinot Nero, Riesling Renano). Nel corso dell’incontro sono state rimarcate le notevoli potenzialità socio economiche e ambientali del progetto che punta sia alla riduzione del rischio di dissesto idrogeologico, sia alla creazione di marchi territoriali e menzioni geografiche e sottozone.

Il modello di riferimento è quello della Valdi Cembra in Trentino, con riferimento a parametri di pendenza, temperatura, altitudine e trasferibilità. Evidenti le potenzialità per creare occasioni di Enoturismo montano e Turismo lento, ma anche occupazione giovanile e inclusione. Alla discussione hanno offerto contributi, tra gli altri, anche Gino di Berardino, Massimiliano Reginaldi, Fernando Faraone, Ernesto Del Vecchio, Pierluigi D’Amore. Tutti hanno condiviso a pieno le finalità del progetto scaturito dall’idea di Panunzi di rilanciare con il supporto della Cantina del Fucino, la viticoltura d’altura, che avrà bisogno del sostegno a fondo perduto di circa 200,000 euro annui e occuperà da 20/25 operatori.

Prossimamente, con il coinvolgimento dei sindaci dei comuni interessati, ci sarà la presentazione pubblica del progetto al quale, già nella riunione del dicembre scorso hanno garantito il sostegno sia il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio che Emanuele Imprudente, Assessore Regionale all’Agricoltura.

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