Non è una semplice mostra. È una dichiarazione di ritorno. Dopo venticinque anni di silenzio, il Premio Avezzano riaccende la luce dove si era fermata: nella storia culturale della città e nella sua capacità di guardare avanti.
È il concetto di fondo emerso nella conferenza stampa di presentazione tenuta a palazzo di città. Per gli appassionati d’arte e non solo, un appuntamento imperdibile con inaugurazione domenica 26 aprile ore 11,30 e sede prestigiosa: il Castello Orsini-Colonna. L’ordinamento scientifico del Premio è stato affidato allo storico e critico d’arte Massimo Bignardi che ha posto come tema dell’intera esposizione una riflessione sulla pittura quale evocazione dell’immaginario, l’immateriale ‘cosa’ che celebra l’enigma della visione.
Il lavoro che arriva alla mostra è passato per riunioni costanti da parte di una compagine qualificata che ha lavorato per stringere i tempi: un Consiglio di amministrazione, selezionato con apposito avviso pubblicato e composto da illustri personalità come Marcello G. Lucci, presidente, Maria Chiara Salvi, Antonella Villa, Mauro Tersigni, Maurizio Lucci, Fausto Leonio e Giuseppe Cipollone.
Il premio è articolato in tre sezioni: quella centrale Espressioni della Pittura italiana guarda all’attuale realtà della pittura, inquadrata attraverso le opere di quindici artisti, rappresentanti di linguaggi e di generazioni diverse che, dalle personalità apparse sulla scena espositiva nazionale ed internazionale negli anni Ottanta, arriva alle più giovani under45.
Ad essa si affiancano due sezioni: Segni incisi del ‘900, excursus sulla grafica d’arte dei grandi maestri del XX secolo, con opere di Arp, Baj, Bartolini, Braque, Burri, Carrà, Corneille, Ferroni, Magritte, Miró, Napoleone, Paladino, Picasso, Strazza, Veronesi e Willburger provenienti da collezioni private e pubbliche.
L’altra è un omaggio monografico dedicato a Claudio Verna, riconosciuto artista di livello internazionale: in mostra quattro opere realizzate tra il 1994 e il 2018.
“Il Premio Avezzano torna – afferma il sindaco Giovanni Di Pangrazio – e quando torna qualcosa che ha radici vere non è una ripartenza, ma una riattivazione di identità. Dal 2001 questo appuntamento era rimasto fermo, ma il lavoro avviato circa dieci anni fa insieme al presidente Marcello G. Lucci ha trovato oggi compimento grazie a una squadra che ha creduto nel progetto e ha lavorato con passione. È una soddisfazione profonda che ripaga dei sacrifici fatti e restituisce alla città un presidio culturale strategico, capace di riaffermare Avezzano nel panorama artistico contemporaneo”.
“Dopo ventisei edizioni – scrive nella prefazione al catalogo Marcello G. Lucci, presidente del Consiglio di Amministrazione del Premio – e dopo un’insostenibile sospensione durata venticinque anni, finalmente riparte il Premio Avezzano di arti visive, una delle manifestazioni più significative del Centro-Sud Italia, nata nel 1949 come spazio di ricerca e sperimentazione. Un percorso che, tra normale qualità e fasi di assoluta eccellenza, ha saputo anticipare linguaggi e tendenze, confermandosi negli anni come laboratorio di innovazione artistica”.
“La mia proposta – rileva il curatore Massimo Bignardi – articola la mostra come una narrazione tra attualità e memoria, mettendo in dialogo i linguaggi del presente con le esperienze del Novecento. La pittura oggi resta un’esperienza viva, un confronto diretto tra artista e superficie, capace di parlare prima al sentimento e poi alla riflessione. L’obiettivo è restituire al pubblico un impatto immediato con l’opera, capace di toccare lo stato dell’anima e, allo stesso tempo, inserirsi nel più ampio circuito nazionale e internazionale della produzione artistica”.
“Quando un luogo culturale si ferma – evidenzia il presidente del Consiglio comunale Fabrizio Ridolfi – smette di raccontare una parte della città. Oggi celebriamo la rinascita di un pezzo della nostra storia e l’avvio di una nuova fase. In pochi mesi abbiamo costruito una squadra di alto profilo e dato forma a un progetto ambizioso: questa vuole essere una sorta di edizione ‘1 bis’, con l’obiettivo di restituire al Premio il prestigio che merita e riportarlo al centro del dibattito culturale”.
Presenti, in sala, tantissimi rappresentanti di quell’universo cultura che ad Avezzano, da tempo, auspicava il ritorno di un momento così importante e significativo. E poi, naturalmente, insieme al sindaco Di Pangrazio e al presidente del Consiglio Fabrizio Ridolfi, diversi amministratori tra i quali Pierluigi Di Stefano, Cinzia Basilico, Alfredo Chiantini, Alessandro Pierleoni, Stefania Antidormi.
Il Premio Avezzano riapre così la propria traiettoria storica: non per nostalgia, ma per riaffermare una vocazione. Un ritorno che è, prima di tutto, una scelta. Una scelta culturale. Una scelta di identità.
Foto di Francesco Scipioni
Comunicato stampa







































