Con la sentenza n. 5580/2026, pubblicata il 26 marzo 2026, il TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Picinisco contro il provvedimento con cui la Regione Lazio aveva deciso di sottoscrivere gli atti di Intesa per l’approvazione del Piano del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Ricordiamo che la legge sulle Aree Protette prevede che il Piano del Parco — strumento fondamentale per l’organizzazione e la gestione del territorio — sia approvato d’intesa tra le Regioni e il Parco e, per quanto riguarda le zone D del Piano, cioè le aree urbanizzate, anche con i Comuni interessati.
Proprio uno di questi Comuni aveva impugnato davanti al TAR la deliberazione della Regione Lazio, determinando di fatto uno stop della procedura di approvazione, già conclusa positivamente nelle Regioni Molise e Abruzzo. Con questa sentenza il TAR ha ritenuto il ricorso infondato nel merito, riconoscendo la correttezza delle ragioni sostenute dall’Ente Parco e delle scelte compiute nella pianificazione.
Per quanto riguarda in particolare la regolamentazione dei diritti di uso civico all’interno di un Parco nazionale, i Giudici, condividendo le tesi sostenute dal Servizio Giuridico dell’Ente, hanno ribadito testualmente che “l’istituzione di un Parco, e la conseguente regolamentazione del territorio, impone al godimento dei titolari dei diritti di uso civico limitazioni di vario genere, in funzione degli interessi generali alla cui tutela l’istituzione stessa è finalizzata. Le finalità dell’istituzione di un Parco risultano quindi compatibili con l’esercizio del diritto di uso civico, il quale, al pari della proprietà privata, è “conformato” dalla preminente esigenza di protezione ambientale, potendone risultare limitato, in coerenza con la funzione sociale della proprietà, stabilita dall’art. 42 Cost.”.
Un altro aspetto esaminato dal TAR riguarda il rapporto tra il Piano del Parco e il Piano paesaggistico. Anche su questo punto i Giudici hanno ritenuto fondata la posizione del Parco, chiarendo che il Piano del Parco può introdurre, per la tutela di ulteriori valori ambientali e culturali, regole anche più restrittive rispetto a quelle previste dal Piano paesaggistico vigente.
Al di là dei singoli aspetti giuridici, la sentenza scioglie un nodo importante: sblocca infatti l’iter di approvazione del Piano anche per il territorio della Regione Lazio e avvicina il procedimento alle sue fasi finali. Il Consiglio Regionale dell’Abruzzo e il Consiglio Regionale del Molise avevano già approvato da tempo, per quanto di rispettiva competenza, il Piano del Parco. A mancare, finora, era solo il passaggio della Regione Lazio.
“Accogliamo con soddisfazione la decisione del TAR del Lazio, che rappresenta un passaggio importante per il futuro del Parco e dei suoi territori – ha affermato il Presidente Giovanni Cannata. Ci auguriamo ora che la procedura possa concludersi in tempi rapidi, così da poter lavorare tutti insieme, istituzioni e comunità locali, per dare piena attuazione al Piano del Parco e portare a compimento anche il Piano socioeconomico, nell’interesse delle comunità”
Comunicato stampa





