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Avezzano lancia la sfida della “Quinta Provincia”

Un libro bianco per le aree interne d’Abruzzo: tra digitale, diritto di restare e AI

La città di Avezzano, unica in Regione, presenta un progetto alla Commissione Europea per l’istituzione e il riconoscimento della “Quinta Provincia” ovvero di un’entità sovra-territoriale che riunisce tutti i territori delle aree interne abruzzesi. Di Pangrazio: “Voce unica e risorse strutturalmente dedicate”
Un libro bianco, con una strategia per la trasformazione delle aree interne abruzzesi tutta da scrivere e con un titolo che già dà la dimensione di una sfida epocale e geopolitica: da Avezzano, si prepara la strada per l’identificazione e il riconoscimento, dal punto di vista europeo, della “Quinta Provincia” dell’Abruzzo, ovvero della summa di tutte le aree interne abruzzesi, che presentano le stesse caratteristiche e le stesse criticità in quanto a viabilità, collegamenti, digitale, trasporti, sanità e servizi. La strategia, elaborata tecnicamente dal Comune di Avezzano, su forte impulso del primo cittadino Giovanni Di Pangrazio, è stata candidata nel mese di giugno scorso in Europa, con l’obiettivo di unificare il sistema attuale delle aree interne abruzzesi, dotandolo di un’unica voce e rendendolo un modello europeo di innovazione, cittadinanza digitale e coesione territoriale.
Come? È lo stesso sindaco a chiarire la linea intrapresa: “Le nostre aree interne – afferma – non devono essere vissute come un problema da gestire, ma piuttosto come una risorsa da valorizzare. Custodiscono un DNA eccezionale per patrimonio ambientale, biodiversità, produzioni agricole, cultura e tradizioni. L’Ue riconosce una strategia specifica di finanziamento per il potenziamento delle aree interne. Con i fondi Fesr e Fse+, infatti, si sostengono progetti di sviluppo locale, ma le risorse che arrivano dalla programmazione europea sono solo di completamento rispetto ad accordi di partenariato o a strategie elaborate regionalmente. Secondo ultime stime risalenti alla primavera scorsa, delle risorse della Strategia SNAI (programmazione 2014-2020), è stato speso poco più della metà, nonostante in Italia quasi 4,6 milioni di cittadini risiedano nelle aree interne. E veniamo all’Abruzzo, – continua il sindaco – una Regione attraversata, in particolar modo nelle aree rurali e montane, da fenomeni come lo spopolamento, l’invecchiamento demografico, la riduzione dei servizi e la crescente difficoltà di accesso ai diritti di cittadinanza. La sfida della “Quinta Provincia”, quindi, risiede tutta qui, nel diritto di restare delle aree interne abruzzesi, puntando sulla tecnologizzazione dei servizi e riducendo il “gap” informatico. La Marsica è l’esempio più calzante e l’espressione più autentica di cosa significhi oggi rimanere nelle aree interne della Provincia. Nell’epoca dell’ipermodernità che stiamo vivendo, la qualità della vita di una comunità non si misura più esclusivamente attraverso la sua collocazione geografica, ma dalla sua capacità di accedere alle reti della conoscenza, dell’innovazione e del digitale. Ogni cittadino d’Abruzzo cioè deve essere libero di poter scegliere dove abitare e dove costruire il proprio nucleo familiare: questo concetto si traduce in equità sociale e sviluppo sostenibile”. La “Quinta Provincia” non solo diventa necessaria per radunare attorno ad uno stesso tavolo di idee le varie aree interne della Regione, ma anche per individuare territori esclusi dalla perimetrazione classica che, paradossalmente, vivono le stesse condizioni. Il libro bianco è solo l’inizio di un percorso strutturato, condiviso ed europeo, che partirà con una conferenza stampa allargata a partner tecnici di alto livello. “Lo studio di una strategia organica permetterà di trasformare le aree interne da territori percepiti come marginali a laboratori europei di innovazione sociale. – conclude il sindaco – Ho già avuto delle interlocuzioni nei giorni scorsi, ad esempio, con alcuni amministratori di Comuni di altre aree interne dell’Abruzzo. Interlocuzioni positive, che andranno avanti anche nei giorni a venire. Il diritto a restare mette in modo un cambio di paradigma: rimanere, trasferirsi e tornare sono azioni che non devono essere condizionate dalla mancanza di servizi essenziali”.
Il ruolo del Comune di Avezzano s’inserisce, in questa innovativa governance delle aree interne, a livello di leadership e di formazione: nel progetto presentato a Bruxelles, si propone l’apertura in città dell’Hub delle Competenze Digitali delle Aree Interne d’Abruzzo; una struttura fisica che corrisponde ad un organismo terzo e sovra-territoriale, con infrastrutture digitali dedicate. Dall’amministrazione, è stata individuata già una possibile sede per l’Hub, che potrà essere utilizzata gratuitamente: i locali del Municipio storico, destinati a liberarsi dopo il trasferimento degli uffici comunali nei nuovi locali. La “Quinta Provincia” potrà così contare su un centro di alta formazione, che faccia anche da incubatore di competenze digitali e da polo per la sperimentazione dell’AI, con un avvicendamento di giovani menti promettenti, provando a contrastare quella che viene spesso definita come la fuga dei cervelli dall’Abruzzo.

Comunicato stampa

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