La sera del prossimo 19 marzo, il Castello Orsini si trasformerà in un regno fiabesco, ma degli anni ‘20: la compagnia di attori professionisti di Roma porterà in scena la favola senza tempo e rivisitata di Cenerentola. Ingresso gratuito per tutti.
Gli elementi chiave di questa storia sono tre: la magia senza tempo dell’amore per sé stessi, un castello (vero) e la calamita musicale dello swing.
Il prossimo 19 marzo, a partire dalle ore 21, il Castello Orsini-Colonna di Avezzano, luogo simbolo dell’identità cittadina, si trasformerà nel regno del “C’era una volta”, grazie alla potenza di una fiaba senza tempo, che sa ancora raccontare qualcosa di nuovo. Lo spettacolo portato in scena, scritto e diretto da Alessandro Carvaruso, sarà un musical dal titolo di “CINDERELLA SWING”, promosso dall’amministrazione comunale proprio per celebrare la festa dei papà. Con le meravigliose musiche di Giovanni Zappalorto e Federico Pappalardo e con le coreografie di Francesco Lappano, il racconto della giovane donna, presa di mira dalle sorellastre e fuggita via dalle grinfie della matrigna, diventerà un’opera corale, grazie alle performance degli attori, dei ballerini e dei cantanti professionisti Alessandra De Pascalis, Francesco Lappano, Nicole Mastroianni, Andrea Lami, Federico Pappalardo, Elisa Franchi, Greta Polinori, Emanuele Frascadore, Angelica Massafra e dell’artista originaria di Avezzano Elena Barbati. Della fiaba di Cenerentola (successo Disney del 1950) ne esistono tantissime versioni: rappresenta, a tutti gli effetti, un pezzo di eredità culturale per diversi popoli. Nella storia dei fratelli Grimm, il legame tra Cenerentola e il proprio padre è forte: la figura paterna è descritta come gentile e amorevole. Prima di un lungo viaggio, proprio Cenerentola chiederà al papà di riportarle a casa “il primo ramoscello che urta il tuo cappello”. Questo ramoscello di nocciolo, piantato sulla tomba della madre, diventerà l’albero magico che aiuterà Cenerentola a superare tutte le sfide, simboleggiando il legame spirituale con i genitori. Nel contesto europeo, la prima versione nota è quella narrata dal letterato e scrittore di epoca barocca Giambattista Basile, intitolata “La gatta Cenerentola”, ambientata proprio nel Regno di Napoli e tratta dal “Cunto de li Cunti”. Al Castello Orsini, si porterà sul palco una storia che non è ancora stata raccontata: la protagonista è una Cenerentola degli anni ’20, alle prese con uno swing club, in cui si cimenterà nel ballo e nel canto. Una principessa moderna, in stile charleston, simpatica ed intraprendente, che andrà ad enfatizzare il valore del riscatto femminile. Al centro della scena, ci sarà una donna che non cede ai conformismi della società e che diventerà indipendente attraverso le ali dei suoi sogni. Le musiche, cantate e suonate dal vivo, faranno da sfondo ad una serie di coreografie che legheranno l’immaginario collettivo all’epoca d’oro dello swing. E allora: tutti a vedere lo spettacolo in platea, tenendo d’occhio, però, il famoso rintocco della mezzanotte.
Comunicato stampa






































