L’assemblea straordinaria degli avvocati del Foro dell’Aquila, è riunita ieri, a fronte del permanere “dei gravi disagi correlati alla disfunzione e all’inefficienza dell’Ufficio relazioni con il Pubblico, unico punto di accesso per l’avvocatura per compiere gli adempimenti necessari per lo svolgimento della professione forense e per i cittadini per usufruire dei servizi”, ha deliberato la prosecuzione dello stato di agitazione già proclamato il 10 maggio scorso dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.
Tra gli obiettivi dello stato di agitazione, anche quello di “richiedere con forza, pur nel rispetto delle norme sul distanziamento, pur con l’uso dei dispositivi di protezione individuale e previa esibizione del green pass, l’immediata riapertura delle cancellerie e il ripristino del consueto orario di apertura delle stesse”.
“Ciò ritenendo strumentale il diniego di accesso agli uffici, esistendo allo stato forme efficaci di contenimento della pandemia”, si legge in una nota.
“L’assemblea ha dato altresì mandato al Consiglio dell’Ordine di organizzare una forma di protesta, laddove le istanze dell’avvocatura venissero disattese”, conclude.