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“Blasetti ha abbandonato lo scavo di Alba Fucens”

Il commento dei tre consiglieri di minoranza a seguito di un post del Senatore Calenda che si dice "sconcertato" di aver trovato chiuso il sito archeologico di Alba

COMUNICATO STAMPA

Caro senatore Calenda, ci spiace che abbia constato di persona lo sfascio che, come minoranze, denunciamo da mesi: un patrimonio inestimabile come quello di Alba Fucens abbandonato dal sindaco Blasetti

Lo scrivono i consiglieri Giovanni Mancini, Giovanni Ceglie e Antonio Mastrangelo, sulla visita agli scavi di Alba Fucens del senatore Carlo Calenda che, con un post su Facebok, dopo aver definito strepitoso l’anfiteatro, riferisce di mancanza di custodi, biglietteria assente, museo chiuso e chiesa visitabile solo facendosi aprire dal custode, dicendosi ‘sconcertato’ per il modo in cui si trattano i beni culturali.

“Senatore, lei ha perfettamente ragione”, scrivono i tre dell’opposizione, “da un anno sollecitiamo la maggioranza a valorizzare l’anfiteatro. Purtroppo finora, nonostante la nostra ripetuta denuncia, è stato tutto inutile. Il sindaco Nicola Blasetti, troppo impegnato a fare due rimpasti di giunta in due mesi per rattoppare i buchi della sua maggioranza, non ha mostrato alcun interesse per il grande valore storico e turistico di Alba Fucens salvo, s’intende, utilizzarlo per passerelle politiche, come accaduto di recente col ministro Sangiuliano, poco prima delle elezioni regionali”

Ci auguriamo che la sua segnalazione possa contribuire a far emergere con forza l’abbandono degli scavi archeologici e a mettere a nudo la vergognosa incapacità del sindaco e della maggioranza di gestire la cosa pubblica”

“Il primo cittadino cerca di tirare a campare ma ormai viaggia in bilico, con un solo voto in più, e bada solo a una gestione personale dell’Ente, come testimoniato dalla protesta di piazza della gente che, prima volta nella storia del Comune, lo ha sbugiardato con striscioni nei luoghi pubblici che resteranno per sempre una
macchia nella sua storia, personale prima che politica. Non resta che attendere che se ne vada per liberare il Comune dalla più fallimentare presenza tra i primi cittadini degli ultimi decenni”.

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