“Negli ultimi giorni, sulla stampa locale e nazionale, sono stato oggetto di polemiche per un’espressione utilizzata sui social. È giusto chiarirlo con serenità: il linguaggio usato è stato inopportuno e me ne assumo la piena responsabilità, come già abbondantemente ribadito. Chi ricopre un ruolo pubblico deve prestare massima attenzione alle parole; su questo non mi sono mai tirato indietro e non intendo farlo ora. Non ho mai sostenuto né giustificato la violenza ma inneggiato alla legittima difesa e alla vicinanza nei confronti delle forze dell’ordine, due antipodi. Poi, il travisamento della libera o condizionata interpretazione è altra cosa per cui non posso sentirmi il responsabile. In cinque anni di amministrazione ho sempre cercato di essere presente, di ascoltare e di tendere la mano a chiunque avesse bisogno. Questo è il mio modo di intendere il servizio pubblico, e credo che molti cittadini abbiano potuto verificarlo direttamente sul campo”, afferma a mezzo social l’assessore comunale di Pescina, Guido Verrocchia, al centro delle polemiche in questi giorni per le sue dichiarazioni recenti.
“Se qualcuno si è sentito urtato, porgo le mie scuse, peraltro già portate nel tavolo di maggioranza convocato e tenutosi, con sincerità: riconoscere un errore è, per me, un segno di rispetto verso la comunità. Allo stesso tempo, ritengo che il giudizio su un amministratore debba tenere conto dell’intero percorso, del lavoro fatto e del rapporto costruito con le persone, non di un singolo episodio. Oggi, solo per mezzo stampa, apprendo una, o forse l’unica, delle soluzioni da parte del sindaco Zauri. A questa rispondo dicendo che per quanto riguarda il tema delle citate deleghe assessorili, esse sono, per loro natura, espressione della fiducia del Sindaco, il quale, tra le alternative di misure da adottare a riguardo, ne possiede il pieno potere istituzionale di revocarle in qualsiasi momento. Consapevole di questa prerogativa, resto quindi a disposizione del Sindaco e per ogni valutazione che riterrà opportuna”, aggiunge.
Conclude scrivendo: “Io continuerò a guardare i cittadini negli occhi come ho sempre fatto. Non ho mai fatto politica per una carica, ma per il rapporto con le persone e per il bene della comunità. Le cariche passano, la credibilità personale resta. Con lo stesso spirito di sempre, continuerò a dare il mio contributo, con o senza ruoli formali, perché, il mio impegno non nasce dalle deleghe, ma dalla fiducia quotidiana delle persone. Concludo evidenziando che non intendo consentire ulteriori strumentalizzazioni di questa vicenda, né a livello amministrativo locale, né a livello politico”, avverte l’amministratore.







































