Mentre l’Amministrazione Santilli prova a raccontare un bilancio “in ordine”, la realtà che vivono ogni giorno i cittadini di Celano è ben diversa. Il dibattito sul bilancio di previsione 2026–2028 impone di andare oltre i numeri freddi e di guardare agli effetti concreti delle scelte compiute: una città più fragile con meno sicurezza per i cittadini, meno curata e con prospettive sempre più incerte. La qualità della vita a Celano è progressivamente peggiorata.. I quartieri sono trascurati, la manutenzione è ridotta al minimo e spesso concentrata solo in aree ben precise ed individuabili della città, dove prosperano parchi giochi e opere pubbliche, mentre intere zone vivono nel degrado. La sicurezza urbana è diventata una preoccupazione concreta per molti cittadini. In questo contesto, l’Amministrazione Santilli non si è distinta per una visione di sviluppo, ma per scelte discutibili nell’utilizzo delle risorse pubbliche, con un ricorso costante a incarichi esterni, consulenze e spese che poco hanno a che fare con i bisogni reali dei celanesi. Molti sprechi sono sotto gli occhi della comunità, mentre le opere pubbliche procedono con ritardi cronici, con aumenti dei costi e risultati spesso deludenti. Sul piano finanziario, emerge un dato che non può essere minimizzato: il debito del Comune è destinato a crescere in modo significativo. A un debito già accertato di circa 27 milioni di euro, l’Amministrazione Santilli, ormai in scadenza, decide di aggiungere nuovo indebitamento per i prossimi anni, portando il carico complessivo a superare i 29 milioni di euro. Un percorso che grava sulle future annualità di bilancio e, soprattutto, sulle prossime generazioni, riducendo progressivamente i margini di manovra dell’ente. Tutti gli indicatori finanziari fotografano una situazione in cui la sostenibilità viene garantita più sul piano contabile che su quello strutturale. Anche gli organi di controllo invitano a leggere i numeri oltre il dato formale. Dalle carte emerge una gestione non pienamente programmata della spesa, come dimostra la presenza di debiti fuori bilancio, segnale chiaro di un’amministrazione che rincorre le emergenze invece di governare i processi. Le criticità non finiscono qui: si registra infatti una progressiva riduzione delle entrate tributarie nel triennio, un quadro che espone il bilancio a rischi significativi ed evidenzia difficoltà nella riscossione dei tributi, questo significa che a pagare sono sempre gli stessi. Sul versante dell’avanzo di amministrazione, la parte realmente libera è ormai residuale, mentre la gran parte delle risorse risulta accantonata o vincolata, limitando la capacità del Comune di rispondere a nuove esigenze o emergenze senza ricorrere a ulteriore debito. Tutti gli indicatori segnalano inoltre una rigidità crescente della spesa corrente, che lascia pochissimo spazio a politiche di sviluppo, manutenzione e miglioramento dei servizi. Questo non è buon governo, ma un equilibrio solo apparente, che non può essere scambiato per buona salute finanziaria. Amministrare una città significa assumersi la responsabilità delle conseguenze di lungo periodo delle scelte compiute. Il bilancio non è un atto tecnico, ma uno strumento politico che determina il futuro della comunità. Per questo Celano Coraggiosa chiede trasparenza e verità, perché i numeri raccontano una direzione che merita attenzione e responsabilità e che oggi mette a rischio il futuro di Celano e dei suoi cittadini….
Era giusto entrare nel dibattito da parte nostra proprio per onore di verità ma anche per ricordare ancora una volta al Sindaco, all’Amministrazione e a tutti gli accoliti di turno che è del tutto sacrosanto che un Consigliere democraticamente eletto dal popolo faccia le proprie domande, così come è giusto che questi quesiti vengano affrontati da diverse parti politiche ma anche da tanti cittadini che evidentemente sono stufi di essere all’ oscuro di tutto da 20 anni a questa parte!!!
Comunicato stampa Celano Coraggiosa








































