Sembra quasi una legge di Murphy…dopo una bella giornata di gara ne arriva sempre una pessima. E così è andata ieri per i fratelli Totani all’ottava tappa della Dakar 2026. In realtà non ci sono stati problemi gravi, ma tante piccole cose che messe tutte insieme hanno reso la vita dei due aquilani un po’ più difficile.
“E’ stata una speciale complicata – spiega al traguardo Tito, insolitamente nervoso – bruttissima, e dura, molto dura. Tutto ok, in un certo senso, però abbiamo fatto almeno tre errori. A cominciare da quando sul tratto di dune per evitare un’altra vettura siamo rimasti appoggiati sulla cresta della duna con la pancia del nostro buggy. Se non l’avessimo fatto ci saremmo scontrati con l’altro veicolo e le conseguenze sarebbero state ben peggiori”. Ma questo, che in effetti non si può neanche chiamare errore, è stato solo l’inizio. “Poco più tardi abbiamo fatto un lungo in una zona piena di fesh fesh, in mezzo a piante e cespugli. Eravamo dentro uno oued con una pianta davanti e quindi lo spazio per muoversi era limitatissimo. Non riuscendo ad andare indietro abbiamo tirato fuori le piastre e ci siamo disinsabbiati”. Ma ahimè, quando capitano cose come queste, che ti fanno solo perdere tempo e che sai benissimo che si sarebbero potute evitare, subentra il nervoso che è il papà di tutti gli errori, e infatti… ”A quel punto eravamo nervosi e abbiamo fatto un errore perdendo un wpt, il primo di tutto il rally. La strumentazione ce l’ha segnalato ma solo più avanti, dopo che avevamo già marcato altri tre punti. Tornare indietro era davvero impossibile (oltre che vietato dal regolamento) e abbiamo deciso di pagare il prezzo, che per fortuna era solo di 15 minuti, non pochi ma neanche tanti perché ogni wpt ha un suo valore specifico”. Tutto qui? Eh no, non ancora: “proseguendo sull’onda del nervosismo abbiamo sbagliato una nota, o meglio, l’avevamo presa nel modo giusto ma ci siamo convinti che fosse sbagliata e abbiamo perso qualche minuto per cercare di risolvere un errore che in effetti non avevamo commesso”.
In tutto ciò MonnaLisa si è comportata bene, ma qualche spia ha pensato bene di palesarsi e ha smesso di funzionare anche il sistema di allarme per il limitatore di velocità ; insomma i meccanici avranno un bel da fare a sistemare la vettura mentre l’equipaggio dovrà farsi passare l’insoddisfazione e il nervoso, ma prima di tutto servirà a entrambi una bella doccia perché la polvere oggi è stata una vera e propria tortura.
Se vogliamo parlare di classifica, per necessità di cronaca, la posizione a fine tappa vede un 98esimo posto, con la bellezza di 16’40” di penalità, di cui 15 appunto per il wpt perso.
Oggi nona tappa, e sarà la prima parte della seconda marathon di questa Dakar 2026: niente assistenza dunque ed è per questo che il lavoro dei meccanici stasera assume un valore immenso. 532 i chilometri complessivi di cui 410 di settore selettivo, diverso per auto e moto. Si comincia con un trasferimento da 119 chilometri prima di entrare nella ps al termine della quale con soli 3 km si arriverà al bivacco refuge dove si dormirà con tenda e sacco a pelo e si mangeranno le razioni fornite dall’organizzazione.
Comunicato stampa







































