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Echi del passato: rievocazione nell’anno delle radici italiane

Solo in Abruzzo, sono stati 44 i piccoli Comuni che hanno raccolto l’invito del Ministero a celebrare l’Anno delle Radici, valorizzando la storia e le tradizioni del proprio paese o promuovendo i viaggi di ritorno di discendenti di famiglie emigrate nel secolo scorso.

Il pomeriggio di sabato 2 novembre è stato memorabile per la comunità di Caramanico. Sala del consiglio comunale gremita, tante persone in piedi, presenza di persone giunte da tutta la regione. Tutti hanno mostrato attenzione e interesse nell’ascoltare gli studiosi che si sono succeduti al tavolo dei relatori, nel corso del convegno sulla “Storia brigantaggio nei territori della Maiella”.

E’ stato il momento più solenne della due giorni (2 e 3 novembre) dedicati alle radici e ai concittadini emigrati all’estero a Caramanico, dal titolo “Echi del Passato: Rievocazione Storica di Caramanico Terme – 2024 – Anno delle Radici Italiane nel Mondo”, organizzato dall’Amministrazione comunale grazie al sostegno del MAECI come “Comune delle Radici”.

All’evento ha partecipato anche Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il quale si è detto soddisfatto nel vedere la grande partecipazione della cittadinanza e delle persone giunte da fuori, e ha ripercorso le tappe del percorso perseguito dal Ministero per arrivare al progetto Italea, che ha animato moltissimi borghi del Paese. Solo in Abruzzo, infatti, sono stati 44 i piccoli Comuni che hanno raccolto l’invito del Ministero a celebrare l’Anno delle Radici valorizzando la storia e le tradizioni del proprio paese, o promuovendo i viaggi di ritorno di discendenti di famiglie emigrate nel secolo scorso.

Al convegno del 2 novembre hanno partecipato anche Maximiliano Manzo, coordinatore regionale Abruzzo del Progetto Pnrr “Turismo delle Radici” e il vicepresidente dell’APS “La Visceglia” che gestisce il progetto Italea Abruzzo, Ivan Serafini. Dopo la conferenza i partecipanti sono stati invitati lungo le vie del centro storico, teatro di una rievocazione narrata e cantata sulla storia dei briganti, ad opera di un gruppo di cantori e strumentisti che hanno offerto un viaggio tra storie e canti tradizionali della Majella.

Un’atmosfera magica, complice la giornata limpida e lo spettacolo del tramonto con vista sulla Majella.

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