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Giornata internazionale: “In Ue oltre l’85% degli infermieri è donna”

Confronto Italia-Europa: nei principali sistemi sanitari del Vecchio Continente, modelli organizzativi più strutturati favoriscono un migliore equilibrio tra lavoro e vita familiare. De Palma: “La sanità si regge sul lavoro delle donne: servono organizzazione e politiche che rendano sostenibile la grande responsabilità della presa in carico”.

In Europa oltre l’85% degli infermieri è donna e circa 7 professionisti su 10 segnalano difficoltà nel conciliare turni di lavoro e vita familiare. È quanto emerge dall’approfondimento-studio elaborato dal Nursing Up in occasione della Giornata internazionale della donna, che mette in relazione dati scientifici internazionali e modelli organizzativi dei principali sistemi sanitari europei.

Secondo dati di organismi come World Health Organization, Organisation for Economic Co-operation and Development e International Council of Nurses, la professione infermieristica rappresenta uno dei settori lavorativi con la più alta presenza femminile nei sistemi sanitari occidentali. La letteratura scientifica internazionale evidenzia, inoltre, come il tema del work-life balance nelle professioni sanitarie resti una sfida aperta: ricerche pubblicate su BMJ Open e Journal of Nursing Management indicano che circa il 70% degli infermieri europei segnala difficoltà nel conciliare turni e vita familiare.

Le analisi comparative del progetto europeo RN4CAST, pubblicate anche sul Journal of Nursing Management e su BMJ Quality & Safety, mostrano inoltre come nei sistemi sanitari con maggiore stabilità organizzativa e programmazione dei turni gli infermieri registrino livelli più elevati di soddisfazione professionale e migliori condizioni di equilibrio tra lavoro e vita privata.

Secondo gli studi pubblicati sull’International Journal of Nursing Studies e richiamati anche nella Lancet Commission on Nursing, modelli assistenziali più strutturati e una pianificazione più efficace della forza lavoro favoriscono condizioni di lavoro più sostenibili per i professionisti sanitari.

«La sanità europea si regge in gran parte sul lavoro delle donne», sottolinea Antonio De Palma, presidente del Nursing Up. «Infermiere, ostetriche e tutte le altre professioniste sanitarie garantiscono ogni giorno continuità assistenziale e relazione costante con i pazienti, ma questo impegno si intreccia spesso con responsabilità familiari che non possono essere ignorate dalle politiche sanitarie».

Secondo Nursing Up, nei principali sistemi sanitari europei, come Germania, Francia, Regno Unito, Belgio e Paesi Bassi, sono diffusi modelli organizzativi che prevedono programmazione anticipata dei turni e team assistenziali più strutturati, ovvero fattori che contribuiscono a un migliore equilibrio tra vita professionale e familiare. In Italia, al contrario, vengono segnalati livelli di soddisfazione professionale più bassi proprio sul tema della conciliazione tra lavoro e vita privata, con molte professioniste che indicano nella gestione dei turni e nella pressione assistenziale i principali fattori critici. Lo confermano studi internazionali comparativi come il progetto europeo RN4CAST (Nurse Forecasting in Europe) pubblicato su BMJ Quality & Safety e le ricerche sull’organizzazione del lavoro infermieristico pubblicate sull’International Journal of Nursing Studies e sul Journal of Nursing Management, che evidenziano come nei sistemi sanitari caratterizzati da maggiore pressione assistenziale e minore stabilità nella programmazione dei turni, gli infermieri riportino livelli più bassi di soddisfazione lavorativa e maggiori difficoltà nel bilanciare vita professionale e familiare. «Il confronto europeo è chiaro», sottolinea De Palma. Dove l’organizzazione del lavoro è più stabile e programmata, le professioniste sanitarie riescono a trovare un equilibrio più sostenibile tra lavoro e famiglia. «Per questo – conclude De Palma – è necessario che anche in Italia si apra una riflessione seria sull’organizzazione del lavoro sanitario. Programmazione dei turni, modelli assistenziali più strutturati e investimenti sul personale non sono solo questioni organizzative: sono condizioni indispensabili per garantire qualità dell’assistenza e sostenibilità del sistema sanitario. In una professione composta in larga parte da donne, sostenere davvero il personale sanitario significa anche creare condizioni di lavoro che permettano di conciliare responsabilità professionali e vita familiare».».

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