“L’allarme che avevamo lanciato ad agosto scorso sull’inceneritore proposto a Sulmona è stato raccolto dalla comunità locale che ha messo in campo tante iniziative utili per raggiungere un primo risultato tangibile, il ritiro dell’istanza. La società proponente ci tiene a scrivere che intende attivare un ulteriore procedimento con nuovi documenti. Diciamo subito che riteniamo il progetto in radice inemendabile per cui suggeriamo alla ditta di gettare definitivamente la spugna”, così Augusto De Sanctis del Forum H2O commenta la nota con cui la società proponente ha chiesto l’archiviazione dell’istanza di autorizzazione.
L’associazione aveva organizzato diversi incontri a Sulmona per illustrare, carte e ricerche scientifiche alla mano, “le manifeste contraddizioni e lacune insite nel progetto”.
Da lì è partita una partecipata campagna che ha raccolto tantissime adesioni, fino ad arrivare nelle aule del Consiglio Regionale dove i Forum H2O e comitati sono stati auditi. Iniziative che a loro volta hanno portato a chiare prese di posizione dei consiglieri regionali del territorio.
“Dal 2008 l’incenerimento è al penultimo posto nella gerarchia comunitaria per la gestione dei rifiuti. La pirolisi è una tecnologia acerba per il trattamento della plastica. La morfologia della conca peligna, chiusa su tutti i lati, determina una particolare vulnerabilità all’inquinamento dell’aria, per non parlare dell’effetto cumulo con altri impianti di grandi dimensioni già localizzati nella zona. La popolazione quasi unanimemente non vuole questo impianto. Sono ragioni concrete e inattaccabili per cui sarebbe meglio mettere una pietra tombale sopra un progetto irricevibile”, conclude De Sanctis.



































