“Siamo addolorati per la morte di Hamidreza Jahanbakhsh, operatore della Mezzaluna Rossa Iraniana (IRCS), rimasto ucciso durante un’operazione di ricerca e soccorso a Tiran-o-Korun, nella provincia di Isfahan. Da inizio anno, sono 7 i colleghi della rete della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa deceduti in servizio, strappati alla vita proprio nel pieno della loro opera umanitaria, mentre, con il nostro Emblema addosso, erano impegnati a dare cura, conforto, speranza a chi soffre a causa di conflitti. Dopo la morte di Yousef Assaf, operatore della Croce Rossa Libanese, avvenuta qualche giorno fa, questa nuova perdita dimostra quanto sia difficile garantire aiuto ai civili durante le guerre dei nostri giorni, nelle quali non viene rispettata la vita di nessuno, neppure quella di chi aiuta”. Lo dichiara il Presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, apprendendo della morte di Hamidreza.
“Il nostro Emblema dovrebbe essere garanzia protezione, Umanità, neutralità e speranza. Ma la disumanità sembra essere diventata normale. Contro questa realtà non possiamo tacere e ribadiamo che è inaccettabile che i volontari e gli operatori del nostro Movimento perdano la vita mentre sono impegnati a salvare quelle degli altri. La sicurezza e la protezione del personale umanitario è essenziale per garantire assistenza alle persone che soffrono a causa di un conflitto”, conclude Valastro.
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