“Senza cultura della comunicazione del rischio non c’è memoria, e senza memoria non può esserci prevenzione”.
Nei giorni in cui torna di stretta attualità il dibattito sulla memoria del sisma 2009, è questa la riflessione al centro dell’incontro pubblico “Tranquilli? Cultura della comunicazione del rischio dopo 17 anni dal terremoto dell’Aquila”, in programma venerdì 27 marzo alle ore 17.30 al Palazzetto dei Nobili.
L’iniziativa, promossa dal giornalista aquilano Alberto Orsini, per i suoi contenuti ha ottenuto l’utilizzo del logo di L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026.
“La cultura della comunicazione del rischio non riguarda solo il modo in cui si informa durante le emergenze – spiega l’organizzatore -. Comprende anche la capacità delle istituzioni e delle comunità di mantenere nel tempo la consapevolezza dei pericoli e di trasformarla in prevenzione. In questo contesto, la memoria è il presupposto che tiene insieme consapevolezza e prevenzione, al di là delle diverse forme simboliche che può assumere”.
A partire da questa tesi, nel corso dell’incontro saranno richiamati alcuni dei principali casi degli ultimi vent’anni in cui diversi modi di comunicare il rischio hanno prodotto effetti differenti: dal terremoto dell’Aquila del 2009 al sisma del Centro Italia del 2016, dalla pandemia Covid-19 fino alla recente frana di Niscemi.
Con Alberto Orsini, corrispondente Rai e autore del volume “Tranquilli – Il processo alla Commissione Grandi Rischi”, al dibattito parteciperanno i magistrati Marco Billi e Fabio Picuti, protagonisti di quelle udienze rispettivamente come giudice di primo grado e pubblico ministero, nonché i giornalisti Giustino Parisse (Il Centro) ed Eleonora Falci (Ilcapoluogo.it), quest’ultima moderatrice dell’incontro.
Comunicato stampa







































