Si è svolto ieri, presso il Ministero del Lavoro, in videoconferenza, l’incontro tra organizzazioni sindacali, RSU e azienda Micron.
“Purtroppo, – affermano dalla sigla sindacale FIOM UILM e le RSU – il confronto ha preso una piega grave, spiacevole e del tutto inaspettata. Al tavolo ministeriale l’azienda ha infatti ritirato l’impegno sulle ricollocazioni del personale, impegno che nelle precedenti sessioni era stato più volte richiamato come possibile elemento di soluzione della vertenza. Contestualmente, Micron ha esercitato una forte pressione per arrivare rapidamente a un accordo sulle uscite incentivate, ponendo di fatto una stretta che assume i contorni di un ricatto, senza alcun miglioramento delle condizioni economiche e delle modalità di adesione, che restano largamente insoddisfacenti, così come già denunciato nei precedenti incontri. Questo cambio di posizione rappresenta una rottura pesante del confronto e smentisce quanto dichiarato dall’azienda nei tavoli precedenti, dove si parlava di possibili ricollocamenti, pensionamenti e di un approccio più responsabile alla gestione degli esuberi. Per queste ragioni, e per dare un segnale forte e chiaro con l’obiettivo di invertire la rotta dell’azienda, le organizzazioni sindacali e le RSU dichiarano lo stato di agitazione e proclamano 4 ore di sciopero in ingresso giovedì 29 gennaio, con presidio davanti al sito MICRON di Avezzano, a partire dalle ore 8″.
“La mobilitazione è necessaria per difendere l’occupazione, la dignità dei dipendenti e per pretendere soluzioni vere, non scorciatoie fondate esclusivamente sulle uscite incentivate. L’atteggiamento dell’azienda riaccende i dubbi posti sin dalla prima riunione sulla tenuta dell’insediamento della Micron in Italia e vela di ombre i successi mondiali di Micron: auspichiamo alla più ampia partecipazione possibile al dissenso poiché è in discussione il futuro di Micron in Italia, un binomio non più scontato. Il sindacato continuerà a tenere informate lavoratrici e lavoratori su ogni sviluppo della vertenza e a sostenere, in tutte le sedi, la richiesta di responsabilità sociale e industriale da parte di Micron”, questa la conclusione.







































