“Nell’interpellanza che ho discusso nella seduta del Consiglio regionale di ieri, 17 febbraio, ho espresso una critica chiara ai criteri con cui la Regione Abruzzo ha assegnato ai propri comuni montani le risorse del Fondo Nazionale per la Montagna per il 2025. Al centro dell’intervento vi è stata la contestazione sia della destinazione delle risorse sia dell’eccessivo ampliamento della platea dei beneficiari, che oggi non distingue in modo adeguato i territori realmente montani da quelli che vivono condizioni diverse. Per questo ho invitato l’assessore Roberto Santangelo a rivedere criteri e classificazioni, destinando le risorse dove i disagi sono concreti e strutturali. Circa 6 milioni sono stati destinati all’acquisto di scuolabus, mentre avrebbero potuto essere impiegati per garantire il servizio nel tempo, senza limitarsi all’acquisto di nuovi mezzi”.
Così, in una nota, il consigliere regionale di AVS Alessio Monaco.
“Sarebbe stato più efficace utilizzare i fondi per assicurare direttamente il servizio di trasporto nei comuni montani, anche attraverso una gestione regionale e il coinvolgimento dell’azienda regionale di trasporto, sollevando così i piccoli comuni da costi che spesso non riescono più a sostenere. Le stesse risorse avrebbero potuto essere destinate anche al rimborso degli abbonamenti degli studenti pendolari che frequentano le scuole superiori, offrendo un aiuto concreto alle famiglie e garantendo continuità al diritto allo studio. Un’ulteriore quota di circa 5 milioni è stata invece destinata a interventi sulla rete sentieristica e sui percorsi cicloturistici, interventi che possono trovare spazio di finanziamento anche in altri bandi regionali o nazionali, mentre le risorse del Fondo dovrebbero essere orientate prioritariamente al rafforzamento dei servizi essenziali nelle realtà montane, a partire da quelli sanitari e dai servizi di sostegno alle comunità locali. Altri 2 milioni e mezzo circa sono stati destinati all’acquisto di mezzi e attrezzature per lo spazzamento della neve. Mezzi certamente utili, ma è inconcepibile che possano essere assegnati a località poste a 300 metri sul livello del mare al pari di comuni che si trovano a 1.500 metri di altitudine, dove la neve rappresenta un vero disagio e, in alcuni casi, anche un rischio per la pubblica incolumità. Rispondendo alle osservazioni dell’assessore Santangelo, secondo cui la normativa vigente non consentirebbe gli interventi proposti, ho ribadito che le norme nazionali e regionali possono essere modificate. Se l’attuale quadro normativo impedisce di sostenere direttamente i servizi essenziali, occorre attivarsi anche in sede di Conferenza Stato-Regioni per cambiare le regole e rendere possibile ciò che oggi non lo è. La politica non può limitarsi a dire che non si può fare”.







































