Castel di Sangro si conferma sempre più un punto di riferimento culturale per l’Alto Sangro e per le aree interne dell’Appennino, il Museo Civico Aufidenate, ospitato nello storico ex Convento della Maddalena, continua infatti a registrare un costante incremento delle presenze, segno tangibile di una rinnovata attenzione verso il patrimonio culturale diffuso.
Nel corso del 2025 il museo ha raggiunto 5.721 visitatori, un dato che segna una crescita significativa rispetto agli anni precedenti: 3.671 presenze nel 2023, 1.821 nel 2022 e 856 nel 2021. Numeri che raccontano non solo un successo gestionale, ma anche un cambiamento più profondo nel rapporto tra comunità, territorio e cultura.
Istituito nel lontano 1898 per volontà del sindaco Clemente Marchionna, il Museo Aufidenate rappresenta uno dei più antichi presidi culturali dell’Abruzzo interno, l’iniziativa, fortemente sostenuta da studiosi come Vincenzo Balzano, Lorenzo Fiocca e Antonio De Nino, nacque dall’esigenza di riunire in un unico luogo i reperti archeologici rinvenuti nel territorio, contribuendo a ricostruire la storia dell’antica Aufidena, oggi identificata con Castel di Sangro.
La genesi del museo si inserì in un periodo di fervido interesse per le indagini archeologiche, animate dal desiderio di restituire piena dignità storica e culturale a un’area troppo spesso considerata marginale, ma in realtà centrale nella storia dell’Italia preromana e romana.
La pregevole architettura del museo custodisce oggi frammenti di una storia secolare, offrendo un percorso che va dalla preistoria all’età moderna. Le collezioni, frutto di scavi sistematici e di rinvenimenti occasionali, sono esposte secondo un rigoroso ordine cronologico che consente di cogliere l’evoluzione culturale e sociale del territorio.
Di grande interesse è la sezione dedicata alla preistoria e protostoria, con fossili, ornamenti personali: iscrizioni in lingua osca, bracciali, collane, fibule provenienti da contesti funerari, che restituiscono preziose informazioni per comprendere l’organizzazione politica e sociale delle comunità italiche locali. La sezione romana espone materiali lapidei, epigrafi, laterizi, attrezzi da lavoro e monete, delineando un quadro vivido della vita quotidiana in età imperiale.
L’ala ovest del museo ospita una sezione risorgimentale, inaugurata nel dicembre 2024 in sinergia con il Ministero della Cultura, che racconta il XIX secolo attraverso armamenti, ritratti, documenti e telegrammi legati alla storia di Castel di Sangro. Una sezione speciale è invece dedicata alla Seconda Guerra Mondiale, con materiali che documentano in modo approfondito le drammatiche vicende che interessarono il territorio durante il passaggio della Linea Gustav, si tratta oggi della più grande sezione museale in Abruzzo dedicata al secondo conflitto mondiale, frutto di un recente e articolato lavoro di ricerca, recupero e valorizzazione avviato in sinergia con il Ministero della Cultura. L’allestimento, basato su reperti originali, documenti d’archivio e testimonianze storiche, restituisce al visitatore una lettura puntuale e scientificamente rigorosa del ruolo strategico svolto dall’Alto Sangro nel contesto bellico, contribuendo in maniera decisiva alla conservazione della memoria storica di uno dei periodi più complessi e dolorosi del Novecento italiano.
Un patrimonio di straordinario valore, che rende il Museo Aufidenate un centro di studio e divulgazione essenziale per comprendere l’evoluzione storica dell’Appennino centrale.
A rafforzare il ruolo del museo come luogo vivo e produttivo di cultura sono stati, negli ultimi due anni, i workshop internazionali ospitati a Castel di Sangro, promossi da un team di accademici
provenienti da prestigiose università italiane ed estere, gli incontri hanno avuto come obiettivo la valorizzazione del patrimonio storico dell’Alto Sangro, con particolare attenzione alla rigenerazione dei centri storici attraverso approcci innovativi, sostenibili e partecipativi.
L’iniziativa, patrocinata da istituzioni quali il Ministero della Cultura, la Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ha visto la partecipazione di atenei come Chieti-Pescara, Firenze, Napoli Federico II, Politecnico di Torino, oltre a università di Grecia, Spagna e Turchia. Un’occasione preziosa per rafforzare il dialogo tra mondo accademico e territorio, favorendo nuove prospettive di ricerca e sviluppo.
Tra le numerose sfide che oggi investono il settore culturale, la capacità di attrarre e fidelizzare il pubblico rappresenta uno dei nodi più complessi, in particolare per i musei delle aree interne. Nonostante la qualità delle collezioni e il valore scientifico dei contenuti, il divario rispetto ai grandi poli culturali resta evidente. In questo contesto si inserisce la riflessione del direttore del Museo Aufidenate, l’architetto Mario Rainaldi, che prova a rispondere a una domanda cruciale: perché è ancora così difficile attirare visitatori, soprattutto nei musei delle aree interne?
Una delle principali criticità risiede nel comportamento dei visitatori, per i grandi musei di fama internazionale, il prezzo del biglietto incide poco sulle scelte del pubblico, disposto a sostenere costi elevati in virtù dell’elevato valore simbolico ed emotivo dell’esperienza, al contrario, per i musei meno noti, anche tariffe molto basse non sempre riescono ad ampliare la platea dei visitatori. L’avversione al rischio porta molti potenziali fruitori a percepire il costo-opportunità del tempo come troppo alto, scoraggiando la visita indipendentemente dal prezzo. È dunque sulla conoscenza, sulla comunicazione e sulla costruzione di valore percepito che si gioca la vera sfida.
Il caso del Museo Aufidenate dimostra che i musei delle aree interne possono crescere, diventando motori di sviluppo culturale e sociale, investire in qualità scientifica, reti istituzionali, attività formative e dialogo con il territorio si conferma una strategia vincente. Castel di Sangro, con il suo museo, offre oggi un esempio concreto di come la cultura possa essere leva di rinascita e futuro.
Comunicato stampa







































