Si è svolto ieri nella Sala Consiliare del Comune di Spoltore, l’incontro promosso dalla Consulta Giovanile dedicato al processo di fusione per la nascita della Nuova Pescara.
L’evento ha visto la partecipazione dei due comitati (a favore e contro la fusione), di rappresentanti istituzionali, tecnici e numerosi cittadini, riuniti per discutere le criticità e le prospettive di una trasformazione che coinvolgerà oltre 190.000 abitanti. Al centro del dibattito è emersa con forza la necessità di non limitare la fusione a un mero adempimento burocratico, ma di basarla su un progetto organico, lungimirante e tecnicamente solido.
Durante i lavori, i membri della Consulta hanno sottolineato come l’unione di Pescara, Montesilvano e Spoltore debba essere supportata da un piano che metta al primo posto anche le esigenze delle nuove generazioni. È stata ribadita la preoccupazione che, in assenza di una visione strategica definita, il rischio di inefficienze nei servizi pubblici e di un allontanamento delle periferie dal centro decisionale possa compromettere i benefici attesi dalla nascita del grande polo adriatico, trasformando l’opportunità in un’ “empasse amministrativa” priva di un progetto di fusione.
Così interviene il Sindaco Chiara Trulli: “Ho sottolineato in più occasioni che le preoccupazioni dei cittadini affondano le radici in un’assenza di prospettive che, ad oggi, è nei fatti. Manca un progetto serio di fusione che includa nel proprio attivo lo Statuto, inteso come vera Carta Costituente della nuova città, e tutti i regolamenti che dovrebbero esserne parte integrante.
Penso, ad esempio, al regolamento di contabilità, fondamentale per tutelare i cittadini di Spoltore congelando il livello di tassazione almeno per i primi dieci anni, o al regolamento edilizio, necessario per salvaguardare concretamente il nostro territorio.
Ritengo indispensabile definire preventivamente anche il regolamento degli uffici e delle società partecipate, quello elettorale — che deve dare voce e rappresentanza a ogni zona per evitare la periferizzazione — e il regolamento dei servizi. Quest’ultimo dovrebbe garantire un’erogazione capillare e vicina alla popolazione, specialmente per quanto riguarda l’ambito sociale. In assenza di un piano di fusione che contempli già tutti questi aspetti, mi chiedo come si possa garantire davvero la tutela di Spoltore e dei suoi abitanti.
Sono convinta che questi passaggi non possano essere delegati alla nuova assise che nascerà con la Nuova Pescara, ma debbano essere necessariamente prodromici alla fusione stessa. Non possiamo permetterci di fare un salto nel buio senza aver ottenuto prima tutte le garanzie indispensabili per proteggere i nostri concittadini e l’integrità del nostro territorio”.
Il Presidente del Consiglio comunale Lucio Matricciani è intervenuto con fermezza ribadendo la propria posizione di cautela e il rifiuto di procedere verso un’unificazione priva di garanzie concrete: “Non possiamo permettere che la nascita della Nuova Pescara si trasformi in un salto nel buio per i nostri cittadini. La mia posizione, e quella dell’amministrazione, rimane di netta fermezza: diremo no a una fusione che sia solo una somma algebrica di uffici e territori, priva di un progetto industriale, sociale e urbanistico all’altezza della sfida. Unire tre realtà complesse senza una visione strategica significa condannare il territorio all’inefficienza e alla perdita di identità”.
“È fondamentale – prosegue – che il processo sia guidato da una pianificazione rigorosa che garantisca la qualità dei servizi, la sostenibilità finanziaria e una rappresentanza equa. Non ci interessano le scadenze elettorali o burocratiche se queste vanno a scapito dei residenti. Spoltore, Montesilvano e Pescara meritano un disegno di futuro chiaro: senza queste basi, la fusione resta una scatola vuota che non siamo disposti ad avallare.”
L’incontro si è concluso con l’auspicio di un impegno corale per armonizzare i regolamenti e integrare i sistemi di mobilità e gestione ambientale. Il messaggio emerso dalla Sala Consiliare è chiaro: la Nuova Pescara può rappresentare un volano di crescita solo se supportata da una programmazione seria che non lasci spazio all’improvvisazione, tutelando le specificità di ogni territorio coinvolto nel progetto.







































