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Paolucci su stallo alla Tekne di Ortona

“Se la Regione non agisce porteremo la vertenza in Consiglio regionale”

“La vertenza Tekne di Ortona ha ormai superato ogni soglia di tollerabilità istituzionale. Le preoccupazioni espresse dalla FIOM CGIL di Chieti sono fondate e fotografano una situazione che rischia di degenerare rapidamente, mentre Governo e Regione continuano a muoversi con un’inaccettabile inerzia. Dopo l’esercizio della Golden Power, che ha riconosciuto Tekne come azienda strategica per il Paese e per il comparto della difesa, blindando le quote, ci si sarebbe aspettati un percorso immediato, chiaro e trasparente anche da parte regionale. Invece, a distanza di mesi, non solo non esiste alcun piano industriale condiviso, ma non ci sono atti concreti, né il tavolo istituzionale al MIMIT che era stato chiesto a settembre dal sindacato. Un silenzio politicamente e umanamente grave, perché riguarda circa 200 lavoratrici e lavoratori diretti, un indotto rilevante e un’azienda che dispone di un portafoglio ordini tale da garantire continuità produttiva per oltre dieci anni In questo quadro, la Regione Abruzzo non può continuare a restare defilata. Per questo chiedo con forza all’Assessore regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, di riferire pubblicamente e con atti alla mano sulle iniziative che l’Assessorato e la Giunta regionale stanno assumendo per affrontare e risolvere la vertenza Tekne”, così il capogruppo PD in Consiglio regionale Silvio Paolucci sulla mobilitazione di lavoratori e parti sociali sul futuro dell’azienda.

“È paradossale e inaccettabile che una realtà con queste potenzialità venga lasciata sospesa in un limbo di incertezza, alimentando tensioni sociali e paure legittime tra i lavoratori, per questo è necessario sapere se la Regione abbia formalmente sollecitato il Governo e il MIMIT – incalza Paolucci – , se esistano interlocuzioni in corso, se siano state avviate verifiche sull’ipotesi di ingresso di Invitalia o sulla ricerca di un nuovo socio industriale, e soprattutto quali garanzie concrete si intendano dare sui livelli occupazionali, sulla continuità produttiva e sulla permanenza dell’azienda sul territorio. Non è più accettabile l’inerzia dopo la Golden Power e a fronte di indiscrezioni a mezzo stampa che fanno crescere l’allarme nello stabilimento. Il futuro di una realtà di tale importanza strategica non può essere gestito nel silenzio e lontano dal confronto democratico. Qui è in gioco la credibilità delle istituzioni, la tutela di un patrimonio industriale strategico e la tenuta sociale di un territorio. È il momento delle scelte e della responsabilità, non dei rinvii o, peggio, delle decisioni a porte chiuse”.

Comunicato stampa

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