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Pil: “Segnali incoraggianti, ma la crescita resta debole”

Confesercenti: “La ripresa di fine anno è una notizia incoraggiante. I segnali oggettivamente positivi, però non cambiano il quadro".

Il recupero della domanda interna nell’ultimo trimestre dell’anno dà una spinta alla crescita e migliora la chiusura del 2025. Il Pil risulta in aumento dello 0,7% in termini reali, un dato superiore – seppure di poco – al target indicato dal Governo nel Documento programmatico di finanza pubblica (+0,5%). La crescita, però, resta debole: rispetto alle previsioni programmatiche di un anno fa, che indicavano per il 2025 un incremento dell’1,2%, la dinamica si è di fatto dimezzata. Così Confesercenti commenta la stima preliminare diffusa dall’Istat, che segnala come, dopo la pausa estiva, l’economia abbia messo a segno un recupero nell’ultimo trimestre del 2025: +0,3% rispetto al trimestre precedente e +0,8% su base annua. Un risultato sostenuto dall’andamento dei consumi: secondo le stime Confesercenti, nel trimestre ottobre-dicembre la spesa delle famiglie sarebbe aumentata dello 0,4% in termini congiunturali (circa +1,1 miliardi), con una variazione che nella media annua salirebbe allo 0,9% (dallo 0,5% del 2024), anche grazie al rallentamento dell’inflazione che ha sostenuto il potere d’acquisto.

Nel complesso del 2025, la spesa delle famiglie è stimata in aumento dello 0,9% a prezzi costanti, pari a +9,3 miliardi.

“La ripresa di fine anno è una notizia incoraggiante. I segnali oggettivamente positivi, però non cambiano il quadro: la crescita resta modesta e vulnerabile agli shock, in un contesto internazionale ancora incerto. – commenta Confesercenti – Il problema rimane l’incertezza di fondo che accompagna non solo l’economia italiana ma quella globale. Preoccupa il calo della domanda estera e arrivano segnali meno robusti anche dal mercato del lavoro: a dicembre gli occupati diminuiscono su base mensile e cresce l’inattività. Questi elementi, insieme all’esaurirsi della spinta propulsiva del PNRR, invitano alla prudenza sulle prospettive della domanda interna e del Pil nel 2026”.

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