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Pubblica Amministrazione, l’Anci lancia le assunzioni dei precari: 20mila nei Comuni

Il totale delle stabilizzazioni in palio dovrebbe attestarsi intorno alle 50 mila. A livello locale spetterebbe una quota intorno al 40%, visto che l’Associazione dei Comuni, così si legge nel comunicato pubblicato sul suo sito, stima che possa trattarsi di circa 20mila unità di personale interessato, anche frutto – sottolinea – del blocco del turn over per le assunzioni a tempo indeterminato degli ultimi dieci anni. Vicoli, spiega, che Anci si è impegnata a rimuovere e superare ottenendo significativi risultati negli ultimi provvedimenti normativi. Ecco che l’Anci ha predisposto una nota tecnica, con lo scopo di dare una mano ai Comuni nell’attuazione delle procedure, anche alla luce delle novità contenute nella legge di bilancio 2018 e delle precisazioni contenute nella circolare Madia del novembre scorso.

La nota dell’associazione «ricostruendo un quadro organico delle nuove disposizioni vigenti in materia, vuole fornire strumenti operativi utili ad Amministratori e operatori locali». Le linee guida dell’Anci sono riunite in sette pagine, nel documento intitolato ‘Misure in materia di valorizzazione dell’esperienza professionale del personale con contratto di lavoro flessibile e superamento del precariato’. Si ricorda che sono interessati coloro con contratto a tempo determinato o altre forme di rapporto, come le collaborazioni, purché abbiano maturato tre anni di servizio nella Pubblica Amministrazione. Per i contratti a termine, accesi dopo un concorso, si può procedere all’assunzione diretta, mentre al resto sarà riconosciuta una riserva nelle prossime selezioni. La nota dell’Anci ricorda in particolare che «fino al temine delle procedure di reclutamento speciale è fatto divieto alle amministrazioni interessate di instaurare nuovi rapporti di lavoro flessibile per le professionalità interessate dal piano». Allo stesso tempo è consentita la «proroga dei rapporti di lavoro flessibile relativi al personale interessato dalle procedure speciali, e fino alla loro conclusione, anche oltre il termine di 36 mesi».

In bona sostanza, si sintetizza, l’obiettivo del divieto è impedire una duplicazione della spesa.

 

 

Fonte Ansa

Foto di http://www.ancitoscana.it

 

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