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Sequestrato locale per inosservanza, titolare apre lo stesso

Il titolare continua nella "disobbedienza civile". E afferma: "Riaprirò contro le regole del DPCM, voglio essere arrestato". E' successo a Lanciano. L'uomo è stato anche denunciato.

Sequestrato per inosservanza di tre precedenti provvedimenti un ristorante a Lanciano.

Il locale è stato oggetto dapprima di un provvedimento di chiusura di due giorni e poi di una misura che ha predisposto la chiusura per cinque. Ma non finisce qui: il 28 gennaio scorso, al ristorante è stato “assegnato” un lucchetto dal prefetto di Chieti pari a 30 giorni di chiusura.

Alla fine, per il titolare, così come riportato sull’Ansa Abruzzo, è scattato il sequestro del suo locale.

Lo ha stabilito il gip del tribunale di Lanciano Massimo Canosa, che ha disposto il sequestro preventivo penale.

Il titolare del ristorante si chiama Massimiliano Serrapica e ha deciso di continuare nella sua personale battaglia di disobbedienza civile, al grido di #ioapro. Flash mob che mira a contestare in tutta Italia la disposizione del Dpcm, che ha posto paletti molto rigidi al settore della ristorazione.

“Riapro lo stesso e voglio essere arrestato – commenta Serrapica, che è stato anche denunciato – Sarò il primo ristoratore a finire in galera per difendere il suo diritto a lavorare”.

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