Si apre una stagione nuova per il mondo dell’accoglienza dei minori in Abruzzo. L’approvazione del manuale per l’autorizzazione dei servizi per minorenni pone per la prima volta regole e norme certe per la realizzazione di strutture residenziali e semiresidenziali e per la loro gestione, superando l’attuale frammentarietà della disciplina diversa da comune a comune.
Se n’è parlato oggi all’Aquila grazie ad un confronto pubblico al quale hanno preso parte l’assessore alle Politiche sociali Roberto Santangelo, il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni David Mancini e gli attori principali che hanno portato avanti questa importante riforma: dalle strutture amministrative della Giunta regionale agli operatori delle cooperative sociali per i minori.
“La riforma – ha ribadito l’assessore Santangelo – nasce come risultato di un confronto sul territorio con gli operatori, che ha portato ad un documento condiviso che ha il pregio di essere anima e sostanza delle istanze e delle necessità degli operatori. Per questo sono convinto che questa è una riforma destinata a durare, anche se modificabile in ragione di emergenze e nuove problematiche. Il manuale – ha ricordato Santangelo – definisce i ruoli istituzionali di Regione, Comuni e Ambiti distrettuali sociali; prevede un sistema di monitoraggio che coinvolge magistratura e organi di garanzia: dalla procura della Repubblica al Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, ai Centri di giustizia minorile”.
Certamente la chiave del confronto ha spalancato una porta rimasta chiusa per troppi anni e che ha tolto certezze al mondo dell’assistenza dei minori. Lo hanno sottolineato i rappresentanti delle maggiori associazioni di cooperative e lo ha ribadito anche il procuratore Mancini quando ha parlato della necessità del raccordo istituzionale per raggiungere risultati di questa portata. Il manuale, in linea generale, si muove su tre principi: coerenza con la normativa nazionale in modo da evitare il far west degli ultimi anni; sostenibile, con la previsione di un tavolo tecnico che avrà, tra gli altri, il compito di comparare l’esperienza abruzzese con quelle delle altre regioni; dialogo condiviso con gli operatori.
Il confronto pubblico ha poi messo in evidenza alcune problematiche che assillano il mondo dell’assistenza ai minori: dalla carenza di personale specializzato come gli educatori al problema della sostenibilità finanziaria da parte dei Comuni per costi che rischiano di diventare proibitivi. “Sul problema della carenza di profili professionali – ha annunciato Santangelo – ho chiuso un’intesa con le università abruzzese per avviare a breve corsi di alta formazione per educatori e altre figure legate a questo settore, mentre per il reperimento di risorse finanziarie nei prossimi mesi il Dipartimento Sociale della Regione attiverà una scheda di intervento FSE Plus di 2 milioni di euro che servirà ad integrare la quota in capo ai comuni per l’assistenza ai minori, in modo da evitare disparità di trattamento da territorio a territorio”.
Comunicato stampa






































