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Un solo brand per la Valle Peligna

Scoccia lancia la sfida, Sulmona capofila

Un appello alla concretezza e alla fine dei campanilismi. È questo il messaggio lanciato da Marianna Scoccia, vicepresidente del consiglio regionale e sindaco di Prezza, intervenuta stamane al Museo Ovidio di Sulmona in occasione della firma del patto territoriale “Attraverso i Paesi della Valle Peligna”.
Nel suo discorso, Scoccia ha sottolineato l’urgenza di passare da una gestione frammentata degli eventi locali a una vera e propria pianificazione strategica professionale.

Con un’analisi cruda e consapevole, il sindaco di Prezza ha affrontato il tema della crisi demografica delle aree interne: “Oggi molti parlano di spopolamento e restanza quasi fosse un termine ‘chic’, ma solo chi vive questi territori ne capisce il dramma”. Scoccia ha citato l’esempio del proprio Comune per fotografare la realtà: “A Prezza registriamo circa 20 decessi l’anno a fronte di una o due nascite. È un gap che la politica, da sola, ha difficoltà enormi a invertire senza un cambiamento culturale profondo”.

La vicepresidente ha poi indicato la strada per lo sviluppo economico e turistico, richiamando Sulmona alle sue responsabilità di capofila: “Sulmona deve essere il traino dei comuni della Valle Peligna. Lo diciamo da tempo, ma oggi è il momento di farlo davvero: Sulmona senza i suoi borghi non è nulla, e i piccoli comuni senza Sulmona non hanno forza rappresentativa”.
Secondo Scoccia, il salto di qualità deve passare per la professionalizzazione del settore:
“Noi amministratori non siamo tuttofare. Non possiamo pensare di saper fare cultura o turismo limitandoci a compilare i soliti cartellini estivi o natalizi. Abbiamo il dovere di affidarci alle competenze e alle professionalità”.

Esprimendo grande entusiasmo per il progetto curato da Il Bosso, Scoccia ha definito la docuserie e il materiale fotografico prodotto come un “piccolo tesoro unico” che restituisce dignità ai cittadini. L’obiettivo finale resta chiaro: creare uno strumento giuridico e d’immagine — che sia un ente, un consorzio o una fondazione — capace di gestire il brand della Valle Peligna come un unico motore di sviluppo.
“Quello che ci lasciate oggi è un patrimonio di immagini e racconti dei nostri concittadini che resterà nel tempo e che deve essere la base per una nuova narrazione dei nostri paesi” ha concluso la vicepresidente.

Comunicato stampa

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