“Le notizie di cronaca emerse sulla stampa nazionale in merito a presunte irregolarità nelle procedure concorsuali per l’assunzione di guide turistiche presso le Grotte di Stiffe aprono un tema politico enorme, che non può essere archiviato come una semplice vicenda amministrativa”, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Abruzzo Erika Alessandrini e Francesco Taglieri, insieme alla senatrice Gabriella Di Girolamo, intervengono sulla vicenda.
“L’ipotesi che le prove d’esame possano essere state anticipate da un assessore a una platea ristretta di candidati — circostanza ora al vaglio dell’autorità giudiziaria — se confermata configurerebbe una violazione gravissima dei principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione. Ma prima ancora dell’accertamento penale, esiste una responsabilità politica e morale che non può essere ignorata” scrivono. “Il clientelismo è il contrario della democrazia — dichiarano i consiglieri regionali —. Quando il lavoro pubblico diventa un favore concesso dalla politica e non il risultato del merito, si spezza il patto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Il messaggio devastante che passa ai giovani è che studiare e prepararsi non serve, perché ciò che conta è avere agganci. È così che si desertificano le aree interne e si costringono le migliori energie ad andarsene”. Per il Movimento 5 Stelle “il punto non è solo la singola procedura, ma un modello culturale che rischia di radicarsi Non accetteremo mai la giustificazione del ‘si è sempre fatto così’ — proseguono —. È esattamente questo atteggiamento che ha prodotto negli anni una pubblica amministrazione percepita come opaca e distante. Se le accuse saranno confermate, saremmo di fronte a un fatto politicamente gravissimo: significherebbe piegare un ente pubblico a logiche di consenso”. La senatrice Gabriella Di Girolamo richiama anche la tutela di chi denuncia: “la notizia del mancato rinnovo contrattuale per la lavoratrice che ha avuto il coraggio di segnalare i fatti è un segnale inquietante. In uno Stato di diritto chi denuncia presunte irregolarità non deve essere isolato, ma protetto. I whistleblower rappresentano un presidio di legalità e la politica ha il dovere di stare dalla loro parte, senza ambiguità”.
Il Movimento 5 Stelle sottolinea “di avere piena fiducia nel lavoro della magistratura, cui spetta accertare eventuali responsabilità penali, ma evidenzia che la valutazione politica non può attendere i tempi processuali. Il garantismo sul piano giudiziario non significa silenzio sul piano politico — concludono —. La trasparenza nelle selezioni pubbliche è un principio non negoziabile. Servono commissioni realmente esterne, procedure digitalizzate e sistemi di blind testing, protocolli di legalità con le Prefetture e una tutela effettiva di chi segnala anomalie. Continueremo a seguire la vicenda passo dopo passo perché il diritto al lavoro non può dipendere dalla vicinanza alla politica. Difendere il merito significa difendere la dignità dell’Abruzzo”.




































