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Botteghe dell’area storica, Avezzano applaude i 40 anni di resilienza

Ieri, in Sala Consiliare, le targhe-premio consegnate dal sindaco. Evento organizzato dall’Associazione culturale Piazza Cavour.

“Avevano le mani segnate dal lavoro e la sete di chi tornava dai campi: per questo in Piazza Cavour ci sono tante vinerie”. L’aneddoto dei contadini che tornavano dai campi con la voglia di un buon bicchiere di vino – anche più di uno – ha riempito di emozioni la sala consiliare di Avezzano. In Piazza Cavour – si è ricordato – non c’erano solo negozi: c’era un mondo. Gli agricoltori arrivavano con la polvere addosso e si fermavano per una bevuta, per una parola, per un sorriso. Era commercio, sì. Ma era soprattutto comunità.

La cerimonia di consegna delle targhe della “Resilienza Commerciale” – voluta dall’associazione culturale Piazza Cavour e patrocinata dal comune – ha acceso i riflettori sulle attività più antiche del quadrilatero storico della città, quello a sud. Un cuore identitario dove le botteghe resistono da oltre cinquant’anni, attraversando cambiamenti, evolvendo ma senza perdere l’anima.

Ad aprire, il sindaco Gianni Di Pangrazio, che ha parlato di cittadinanza attiva come leva concreta di sviluppo urbano. Ha indicato l’esperienza di Piazza Cavour come modello replicabile, già fonte di ispirazione per altri quartieri “che stanno seguendo il vostro esempio. Una partecipazione alla vita della città che è fondamentale per migliorala ogni giorno”.

Molto apprezzato anche il messaggio dell’assessore Iride Cosimati, che ha richiamato il bando comunale per le attività storiche appena pubblicato: un segnale concreto, accolto con convinzione dalla sala.
Poi la riflessione del professor Marcello Sansone: “trent’anni fa si diceva che i supermercati avrebbero cancellato tutto. Il tema c’è, ma le eccellenze sono rimaste. Perché le botteghe sono luoghi di relazione, presìdi sociali prima ancora che economici. È da lì che passa la riqualificazione. Sono capitale sociale”

Sulla stessa linea Franco Casmirri, presidente dell’associazione: attività capaci di evolversi senza snaturarsi, grazie a competenza e cordialità. E quel controllo sociale autentico, fatto di presenza e conoscenza reciproca, che è il vero controllo di vicinato e che “unito a decoro urbano e telecamere rende sicuri i quartieri”

A tenere il ritmo, Nazzareno Di Matteo nel ruolo di moderatore.

Poi il cuore dell’evento. La consegna delle targhe. Una ad una. Mani che stringono mani. E ogni nome chiamato è una storia. Agrofarmaci di Lorenzo Ippoliti, Alimentari Frabotta, Az Gomme Service Srl. E ancora l’Azienda Vinicola Peluso Antonio & Davide e Battito Animale di Matteo & Tonino Marini, dove i racconti hanno riportato indietro nel tempo, tra sacrifici familiari e prime aperture. Applausi per Elettronica Ricci Vincenzo e G.M. computers di Nanni Giuliano, segno di un commercio che sa anche rinnovarsi. E poi per La Vineria di Marco e Giorgio Peluso e Il Chiosco Torlonia di Alessandro Presutti, tra aneddoti, risate e memoria condivisa.

Caloroso il tributo per Piante Fiori di Rossi Antonio e Pa. Fra di Francesco e Valentino Pantano, e per Ridolfi Idio & Figli Srl, nomi che attraversano generazioni.

E ancora applausi per la ristorazione storica: Cozzolino, Grappino, Padrino, Golden Park. Infine, la Società Agricola F.lli Testone e Vini e affini di Franco e Mauro Casmirri, a chiudere un elenco che è, in realtà, una mappa affettiva del cuore storico della città.

Ogni premiato, al microfono, ha lasciato un frammento: un padre, un nonno, mogli e mariti che danno una mano o sopportano la vita “tosta” della bottega, una serranda alzata per la prima volta. Storie semplici, potentissime. Storie che tengono insieme tutto.

Alla fine, la foto di gruppo all’ingresso del Municipio. Nessuna posa costruita. Solo una comunità che si riconosce. E che continua a resistere e guardare al futuro. Una bottega alla volta.

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