La FIALS L’Aquila esprime apprezzamento per l’importante percorso intrapreso dalla ASL con
l’attivazione delle 11 Case di Comunità sul territorio provinciale, articolate in 3 HUB (L’Aquila,
Avezzano, Sulmona) operativi H24 e 8 SPOKE distribuite in maniera capillare (3 L’Aquila, 3
Avezzano, 2 Sulmona) con attività H12/H6.
Le Case di Comunità rappresentano uno dei pilastri fondamentali della riorganizzazione sanitaria
prevista dal PNRR: strutture territoriali innovative che integrano assistenza sanitaria, sociosanitaria e
presa in carico multidisciplinare. In questi presidi, il cittadino trova risposte concrete e coordinate ai
propri bisogni, con particolare attenzione alle fragilità, alla cronicità e alla continuità assistenziale,
evitando il ricorso improprio agli ospedali.
Elemento centrale di questo processo è il significativo piano di rafforzamento del personale, che
prevede una dotazione minima di oltre:
• 76 infermieri,
• 22 Infermieri di Famiglia e Comunità (IFeC),
• 28 OSS,
• fisioterapisti e assistenti sociali,
oltre naturalmente al coinvolgimento di medici specialisti e di medicina generale.
Un investimento complessivo che supera le 135 unità di personale sanitario del comparto, destinato
a garantire standard assistenziali adeguati e continuità dei servizi sul territorio.
La FIALS evidenzia come, accanto alla programmazione, sia stato già avviato un importante lavoro
di reclutamento: ad oggi risultano attivati 40 IFeC, 28 OSS e 14 fisioterapisti, oltre alla presenza del
coordinamento infermieristico.
Un percorso complesso, che ha richiesto soluzioni organizzative anche temporanee per non
compromettere l’equilibrio dei presidi ospedalieri.
Fondamentale è stato il lavoro sinergico messo in campo dalla Direzione Strategica aziendale, dalla
Direzione delle Professioni Sanitarie, dalla Direzione dei Distretti e dall’Ufficio del Personale, che
hanno operato con impegno e responsabilità per rendere concreta una riforma tanto ambiziosa quanto
necessaria.
Come FIALS L’Aquila, rivendichiamo con determinazione il ruolo svolto dal sindacato in questo
percorso: un contributo attivo, costruttivo e responsabile, basato su confronto, dialogo e proposta,
sempre nell’interesse dei lavoratori e della qualità dei servizi ai cittadini.
Resta tuttavia imprescindibile proseguire lungo questa strada, garantendo il completo raggiungimento
delle dotazioni organiche previste, superando le criticità ancora presenti e consolidando un modello
organizzativo che metta realmente al centro il territorio.
La sanità del futuro passa da qui: prossimità, integrazione e presa in carico globale del paziente. Le
Case di Comunità sono il primo, concreto passo in questa direzione.
Comunicato stampa







































