La Segreteria Provinciale FSP Polizia di Stato ritiene imprescindibile fornire un contributo costruttivo alla discussione in occasione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza
Pubblica, convocato in seguito ai gravi fatti di cronaca registrati a Sulmona.
“In tale ottica, – si legge nella nota stampa – riteniamo doveroso sottoporre una disamina tecnica riguardante la grave e strutturale carenza di organico in cui versano i Commissariati di P.S. di Sulmona e Avezzano. È di “plastica evidenza” che oggi la dotazione di personale dei due Commissariati non riesca a rispondere alle reali necessità operative di territori complessi come quelli dei capoluoghi della Valle Peligna e della Marsica; ciò compromette in modo significativo la capacità operativa degli Uffici e, di conseguenza, la sicurezza del territorio e degli stessi operatori. Riteniamo che la situazione sia perfettamente sovrapponibile tra le due realtà: un fatto di cronaca come quello avvenuto qualche notte addietro a Sulmona, un vero e proprio raid vandalico da “far west” in pieno centro storico, tra danneggiamenti e intimidazioni, dimostra come la mancanza di organico possa diventare rapidamente e ineluttabilmente un fattore critico insostenibile in situazioni di sofferenza organica”.
La situazione del presidio marsicano:
• Pressione Demografica e Sociale: la massiccia presenza di popolazione straniera, specialmente di estrazione magrebina, comporta un carico di lavoro elevatissimo per il locale Ufficio Immigrazione, per il quale si chiede la massima attenzione, con assegnazione di personale che possa garantire relativa stabilità, anche in ottica futura, evitando disagi quali la chiusura dello stesso per intere giornate, come avvenuto di recente.
• L’attività di controllo del territorio è, ormai, da tempo garantita a fasi alterne, con decine di turni non coperti in ogni mese, a causa della cronica carenza di personale operativo. Tale situazione sta determinando un progressivo arretramento del presidio di sicurezza, che rischia di non giocare più il proprio ruolo social-preventivo e repressivo.
• L’elevato numero di indagini attinenti a reati rientranti nel c.d. “Codice Rosso”, che va ben oltre i limiti territoriali del Comune di Avezzano, sta comportando da anni una grossa mole di lavoro per la locale Squadra Anticrimine, che solo nello scorso anno ha perso tre elementi per raggiungimento dei previsti limiti di età anagrafica, senza che giungesse alcun rinforzo.
• Si segnalano, poi, fenomeni di infiltrazione della criminalità organizzata, specialmente dall’area casertana e napoletana, con particolare riferimento al mondo dell’imprenditoria agricola.
• La posizione geografica di Avezzano, punto di snodo tra diverse e importanti arterie di comunicazione viaria, favorisce la perpetrazione di reati di tipo predatorio, come furti in appartamento e furti di autoveicoli, nonché truffe ai danni di anziani, la cui prevenzione e repressione necessita di un controllo capillare e costante del territorio, al momento impossibile da garantire, vista l’emergenza di personale.
• Sul territorio, si segnala la presenza di un’importante comunità di etnia rom. I cui componenti sono spesso dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti e all’usura.








































