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Avezzano, Casa Riformista: “Prese di posizione non degne di una città come la nostra”

"Casa Riformista" richiama alla moderazione nell’affrontare i fatti di cronaca recenti, "auspicando che, nel prossimo futuro, ogni attore della vita istituzionale, gli animatori dei corpi intermedi della società, i giornali e gli utenti dei social media operino lo sforzo di riflessione utile ad affrontare tematiche complesse senza cadere nell’emotività e nel giudizio apodittico".

“Nei giorni scorsi si sono verificati, ad Avezzano, degli accadimenti che hanno ingenerato, in ragione della loro gravità, un diffuso allarme sulla sicurezza e acceso il dibattito sulla percezione che della stessa hanno i cittadini. Sia per l’effrazione presso l’abitazione di Antonio Libertini (ed il suo decesso) che per il caso di presunta violenza sessuale in via Kolbe, si è registrata un’unanime condanna, in sede politica come nella collettività tutta”.

Lo afferma in una nota diramata alla stampa il coordinatore territoriale di Italia Viva, Claudio Abruzzo.

“A questo umano moto di rammarico si sono però accompagnati degli atteggiamenti e delle prese di posizione che non sono degne di una Città come la nostra, poco rispettosi della civiltà giuridica del nostro paese, con toni e pretensioni inconciliabili non solo con i princìpi generali del diritto ma persino con il buonsenso e la minima educazione. ‘Casa Riformista’, che sin da subito ha richiamato alla moderazione nell’affrontare tali fatti, auspica che nel prossimo futuro ogni attore della vita istituzionale, gli animatori dei corpi intermedi della società, i giornali, i cittadini e gli utenti dei social media, operino lo sforzo di riflessione utile ad affrontare tematiche complesse senza cadere nell’emotività e nel giudizio apodittico e, soprattutto, senza farsi strumento e oggetto di quelle bolle speculative di odio sui moderni mezzi di comunicazione di massa che possono forse portare in dote briciole di consenso a chi le mette in piedi e le dispiega ma che alla lunga lacerano il tessuto civile dell’intera collettività”, questa la conclusione.

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