Con la morte di Peppino Di Capri si chiude uno dei capitoli più importanti della canzone italiana. Le sue canzoni hanno fatto innamorare milioni di coppie e fatto da colonna sonora di intere generazioni. Il cantautore, pianista e interprete raffinato si è spento all’età di 86 anni sabato 11 luglio nella sua amata Capri, dove era tornato a vivere dopo una carriera straordinaria che lo aveva portato sui palcoscenici di tutto il mondo. Da tempo combatteva contro una malattia. Con lui se ne va uno degli ultimi grandi chansonnier italiani, un artista capace di trasformare la melodia napoletana in un linguaggio universale senza mai tradirne l’anima. Lascia i figli Igor, nato dal primo matrimonio con Roberta Stoppa, ed Edoardo e Daria, avuti dalla seconda moglie, Giuliana Gagliardi, scomparsa nel 2019, come riporta Tgcom24.
Nato a Capri il 27 luglio 1939 con il nome di Giuseppe Faiella, Peppino mostrò un talento musicale fuori dal comune fin da quando aveva quattro anni. Cresciuto in una famiglia di musicisti, iniziò prestissimo a esibirsi davanti ai soldati americani presenti sull’isola nel secondo dopoguerra, un’esperienza che gli fece conoscere sonorità nuove e moderne. Fu proprio quella contaminazione a cambiare il suo destino. Alla fine degli anni Cinquanta, insieme ai suoi Rockers, intuì prima di molti altri che il rock’n’roll e il twist americani potevano fondersi con la tradizione melodica napoletana. Nacque così uno stile originale, elegante e inconfondibile che avrebbe conquistato il pubblico italiano.
Mentre l’Italia viveva gli anni del boom economico, Peppino Di Capri ne firmava la colonna sonora. Le sue esibizioni nei night club più esclusivi, da Ischia a Forte dei Marmi, erano il ritratto di un Paese che voleva guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. Successi come Let’s Twist Again, St. Tropez Twist, Roberta, Nun è peccato, Voce ‘e notte e Melancolie lo trasformarono in un fenomeno di costume oltre che musicale.
Tra gli episodi più memorabili della sua carriera resta quello del giugno 1965, quando fu scelto dal promoter Leo Wachter per aprire gli unici concerti italiani dei Beatles al Velodromo Vigorelli di Milano e al Cinema Adriano di Roma. In un momento destinato a entrare nella storia della musica, Peppino Di Capri salì sul palco con l’eleganza che lo ha sempre contraddistinto, conquistando il pubblico prima dell’arrivo della band di Liverpool. Un riconoscimento che certificava il suo prestigio anche a livello internazionale.








































