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A Tagliacozzo si celebra la Liberazione italiana

Le note suonate dalla banda hanno accompagnato le parole del cittadino benemerito Bruno Rossi: "Ancora oggi, in questo fatidico giorno, ci torna alla memoria l’anelito di libertà che animò migliaia di giovani di tante e diverse estrazioni politiche e culturali".

La città di Tagliacozzo ha onorato la Festa della Liberazione con una partecipata cerimonia nel Parco della Rimembranza prospiciente il Palazzo del Municipio.

L’antico e prestigioso Concerto bandistico cittadino ha accompagnato il corteo di Autorità civili, militari e religiose, guidato dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio, e delle locali Associazioni fino al Monumento ai Caduti ove si sono svolti, secondo il cerimoniale, l’Inno d’Italia, l’alza bandiera, la deposizione di una corona d’alloro e il silenzio d’ordinanza.

L’allocuzione ufficiale è stata tenuta dal Cittadino benemerito Bruno Rossi che, nell’appassionata allocuzione, ha detto: “… ancora oggi, in questo fatidico giorno, ci torna alla memoria l’anelito di libertà che animò migliaia di giovani di tante e diverse estrazioni politiche e culturali: comunisti, socialisti, cattolici, liberali e monarchici, tutti uniti nell’unico obiettivo di vivere in un paese libero… E in molti pagarono con la vita questo slancio di generosità che può trovare una relazione solo con il desiderio incomprimibile del riconoscimento dei diritti civili, della pace, del progresso e della speranza che sempre accompagnano i sogni dei giovani”.

Quindi Bruno Rossi ha proseguito: “È per questo che il 25 aprile rappresenta la data fondativa della democrazia. Dopo anni di fame, di miseria, di morte e distruzione, con più di 420.000 morti e un paese in lutto, stretto nella morsa della povertà e delle macerie i Padri costituenti scrissero quella frase che tutti conosciamo e alla quale ispiriamo il nostro vivere civile: l’Italia ripudia la guerra!”.

Infine L’oratore ha concluso il suo discorso ricordando, tra le fulgide figure che seppero resistere alla barbarie della guerra e dei regimi nazi-fascisti, il sacerdote e parroco Don Gaetano Tantalo, Giusto tra le Nazioni: “… che ospitò, a rischio della propria vita, le famiglie ebree Orvieto e Pacifici per metterle a riparo dalla barbarie ideologica delle famigerate leggi razziali e dalla certa deportazione nei lager nazisti. Il venerabile Don Gaetano si offrì anche come ostaggio ai tedeschi per salvare alcuni ragazzi tagliacozzani accusati di partecipare alla Resistenza”.

Il Sindaco aveva introdotto l’intervento dell’ex amministratore Bruno Rossi con un richiamo ai diritti civili acquisiti in questi ottant’anni di libertà, di prosperità e di democrazia, alludendo all’ipotesi di chiusura definitiva del locale Presidio ospedaliero “Umberto I”, paventata nell’ultima bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera abruzzese da parte del Governo regionale.

Alla cerimonia sono stati presenti la Presidente del Consiglio Dott.ssa Alessia Rubeo, il Vice Sindaco Anna Mastroddi, l’Assessore Angelo Poggiogalle e i Consiglieri Augusto D’Alessandro, Lorenzo Colizza e Alessandra Ricci; il Comandante della locale Stazione dell’Arma dei Carabinieri L.te Giovanni Di Girolamo e il Comandante della Polizia locale Ten. Paolo Pascucci, il Parroco don Ennio Grossi e il Cittadino onorario Prof. Domenico Amicucci.

Numerose le associazioni locali: gli Alpini, i Carabinieri in congedo, la Croce Rossa, la Protezione Civile, il Gruppo Folckloristoco “Venturini di Elisa Blasetti” e il Centro anziani.

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