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Avezzano, Rosa su Pronto Soccorso

"I 585 candidati conoscono le reali condizioni?"

“In questo momento in cui il clima elettorale si fa sempre più rovente rispetto alle torride temperature climatiche, mi chiedo quanti dei candidati a Sindaco o dei 585 candidati alla carica di Consigliere, conoscono le reali condizioni in cui versa il Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Avezzano”, lo ha scritto su Facebook l’ex Udc e FdI Leonardo Rosa.
“Per un incidente di percorso – continua – sono stato trasportato al Pronto Soccorso di Avezzano alle ore 18,30 circa. All’ingresso sono stato attenzionato dagli addetti COVID che dopo avermi preso la temperatura mi hanno posizionato su di una sedia a rotelle e fatto accomodare all’interno del Pronto Soccorso.
Dopo circa 20 minuti mi hanno fatto l’accettazione ed assegnato il codice verde.
Il punto informazione era inesistente e sulla parete vi era solo un monitor che segnalava che gli operatori erano tutti impegnati in emergenze da codice rosso.
In attesa vi erano circa 30 pazienti, per lo più codici giallo e verde.
Alle ore 22 una mamma che era in attesa di essere visitata per malori importanti e che era arrivata alle ore 14, esausta, rinuncia e chiede di essere riaccompagnata a casa.
Il monitor segnala che oltre al Pronto Soccorso di Avezzano sono attivi anche quelli di Tagliacozzo e Pescina (riattivati a seguito di covid), ma le ambulanze continuano a traghettare pazienti solo ad Avezzano come se gli altri presidi non fossero attivi.
In sala siamo in tre ad attendere una semplice visita per essere dirottati alla radiologia. Alle ore 23 un addetto ci chiede che numero di prestazione ci è stato assegnato. Qualcun altro ci chiede perché non siamo andati al Pronto Soccorso di Pescina oppure a quello di Tagliacozzo per ricevere cure più sollecite. Ed a tale domanda rispondo: perché dopo circa 4 ore di inutile attesa nessuno ci ha fornito tale indicazione!
Alle ore 00,30, dopo che la gran parte dei pazienti in attesa rinuncia e via per non aver ricevuto alcuna prestazione, esausto, anch’io chiedo di essere riaccompagnato a casa.
In oltre 5 ore di attesa non ho visto un solo operatore sanitario riordinare ed igienizzare i bagni del Pronto Soccorso (un solo bagno per uomini e portatori di handicap ed un solo bagno per donne) oppure la sala d’attesa dove stazionavano oltre 30 persone: eppure siamo in piena emergenza covid !
Se questo è lo stato della nostra sanità ed in particolare di quella locale mi chiedo:
1. perché continuare a lavorare in un Paese che succhia i nostri contributi e non assicura i nostri servizi primari;
2. quanti dei politici di turno e amministratori conoscono lo stato di guerra in cui versa il nostro sistema sanitario;
3. perché le prestazioni sanitarie meno invasive non vengono delegate a centri medici convenzionati capaci di decongestionare il presidi h24?”.

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