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Conte replica a De Santis sul tema dell’autonomia differenziata

"Prima di poter parlare di autonomia differenziata bisognerebbe concretizzare azioni amministrative indirizzate alle aree interne e periferiche delle nostre regioni"

Nei giorni scorsi il portavoce regionale della Lega, Francesco De Santis, ha affermato in una nota che il Partito Democratico e il candidato alla carica di presidente per le prossime regionali, Luciano D’Amico, stanno mentendo nei confronti degli abruzzesi sul tema dell’autonomia differenziata.

Ma secondo Andrea Conte, segretario di circolo del Pd di Sante Marie, “la legge Calderoli non farebbe altro che aggravare la situazione del Mezzogiorno d’Italia, in particolare modo sulla sanità per poi passare alla scuola pubblica, azionando di fatto e quindi incentivando con contratti integrativi, personale medico e scolastico che si vedrebbero, in termini di retribuzione, stimolati ad accettare il proprio lavoro nelle regioni del nord e quindi a quel punto l’Italia è definitivamente spaccata in due”. A detta del democratico, infatti, “negli ultimi anni il sud ha perso circa 600.000 abitanti, la stragrande maggioranza sono giovani, i quali emigrano per trovare maggiori e migliori condizioni di vita. Tanti di questi purtroppo partono anche dall’Abruzzo per cercare fortuna altrove.

“Prima di poter parlare di autonomia differenziata bisognerebbe concretizzare azioni amministrative indirizzate alle aree interne e periferiche delle nostre regioni, spesso troppo abbandonate a se stesse. La regione Abruzzo, guidata da ormai cinque anni dal Presidente Marsilio, ha trascurato in ogni termine la Marsica e i suoi comuni circostanti”.

“La Sanità abruzzese ormai in ginocchio, ancora peggio la sanità Marsicana, come l’ospedale Umberto I di Tagliacozzo e quello S.S. Filippo e Nicola di Avezzano, pazienti abbandonati a se stessi con l’unica speranza, dopo 14 ore trascorse su una barella nei corridori del Ps, di essere presi in carica”.

“Chi sosterrà questo scellerato progetto sarà responsabile, coscientemente, del danno che si arrecherà a tutti noi cittadini del sud. So bene che per il ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, Matteo Salvini, non sarebbe un grosso problema penalizzare i “terroni” ma indubbiamente a rimetterci le penne saremmo tutti noi, giovani e meno giovani”.

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