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Di che sostanza è fatta la Grande Marsica?

"Non si tratta di un progetto politico, ma di una visione di comunità".

“La Grande Marsica non è qualcosa di subalterno alla Provincia, non è nulla di tutto questo e non è, soprattutto, in contrapposizione con nulla”, afferma Crsitian Carpineta, consigliere comunale di Maggioranza della città di Avezzano ai nostri microfoni.

Carpineta si è occupato prevalentemente della definizione di questo grande progetto, quello della Grande Marsica, che parte e si genera “da un grande sogno e da una visione sistemica e allargata di comunità. La politica – avverte Carpineta – è solo l’ultimo step e potrebbe essere l’ultimo tassello: se vorranno gli amministratori locali, sarà una voce unitaria politica, ma la Grande Marsica, così come è concepita, è innanzitutto una iniziativa di dignità territoriale e di rivendicazione territoriale”.

Il passo giuridico sotteso al progetto è questo: si potrà formalizzare l’ingresso uffciale nella “famiglia” della Grande Marsica attraverso la firma di una convenzione. Per Carpineta, la convenzione è lo strumento più agevole ed efficace, in questo contesto.

“Non è pensabile – aggiunge – che si possa iniziare con 37 adesioni di prima mano. Per incominciare, io penserei a quattro o cinque adesioni dei Comuni più grandi del territorio marsicano e mi riferisco a Capistrello, Celano, Tagliacozzo e Trasacco. Questo tipo di convenzione, che è uno strumento molto flessibile, permetterà poi l’ingresso di altri Comuni, strada facendo, nella rete della Grande Marsica”.

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