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Eurotrial di Villalago, “Passo indietro per politiche di ecosostenibilità”

La denuncia di Fedele (M5S): “La gara automobilistica si sarebbe potuta svolgere in altre aree dell’Abruzzo, sicuramente più adatte, nell’ottica di garantire l’equilibrio tra il turismo ecologico, costantemente in crescita anche nelle nostre zone, e altre forme di divertimento".

Con la gara automobilistica Eurotrial di Villalago l’Abruzzo ha compiuto un passo indietro per quanto riguarda le politiche di sostenibilità, tutela e salvaguardia della fauna selvatica. Quello che abbiamo visto è in netto contrasto con l’immagine che l’Abruzzo si è costruita con fatica in Italia e all’estero, in cento anni di Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Le foto e i video che in queste ore rimbalzano sul web rappresentano una realtà differente rispetto a quella paventata alla vigilia dell’evento, quando giungevano ampie e reiterate rassicurazioni sul fatto che l’impatto ambientale non sarebbe stato invasivo, come poi si è rivelato. Non è possibile ignorare il rumore e gli scarichi dei motori, le piante abbattute, rovinate o irrimediabilmente danneggiate, senza calcolare l’inquinamento acustico prodotto in generale dall’evento. Il tutto si è svolto a 170 metri dal bordo del Parco Nazionale d’Abruzzo, in un’area frequentata dalle femmine di orso bruno marsicano che con i loro cuccioli d’estate scendono verso valle”. Ad affermarlo è Giorgio Fedele, Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.

“Villalago e le sue aree limitrofe – continua – rappresentano da sempre un naturale rifugio per gli orsi marsicani e per la fauna selvatica più in generale. Non serve andare indietro di decenni per fare numerosi esempi, è sufficiente ricordare le tante scorribande di Juan Carrito nel recente passato e, nell’ultimo periodo, le diverse incursioni in paese dell’orsa Amarena e dei suoi cuccioli che hanno portato addirittura alla chiusura di alcune parti del territorio comunale. In queste ultime ore è stata avvistata a Scanno, non molto lontana da Villalago, anche l’orsa Gemma, peraltro con addosso un radiocollare palesemente stretto e, come dicono gli esperti, neanche funzionante. Anche su questo aspetto si dovrebbe fare chiarezza. Non è questo il modo per proteggere uno degli animali simbolo dell’Abruzzo che, è bene ricordare, è una specie che si trova solo nella nostra regione ed è in via di estinzione”.

Prosegue Fedele, “L’evento, in quanto tale, si sarebbe potuto svolgere in altre aree dell’Abruzzo, sicuramente più adatte, nell’ottica di garantire l’equilibrio tra il turismo ecologico, costantemente in crescita anche nelle nostre zone, e altre forme di divertimento, meno compatibili con un pubblico sempre più numeroso che viene in Abruzzo attratto dalla sua splendida natura per fare escursioni nel silenzio dei boschi o avvistare animali rari e straordinari.

Mi sarei aspettato che queste considerazioni di grande concretezza, anche economica, venissero fatte da chi governa la Regione. Invece abbiamo dovuto leggere parole vergognose del Presidente Marsilio che ha parlato di ‘accuse mistificatorie’ da parte delle associazioni che chiedevano la sospensione della manifestazione, addirittura additando come ‘borghesi che vanno a passeggio in montagna una volta al mese’ persone che da anni si battono per la salvaguardia dell’orso e dei suoi spazi vitali, sacrificando il loro tempo e le loro risorse, anche economiche, per il bene comune. Quella di Marsilio è un’arroganza inaccettabile: non è possibile essere insultati a mezzo stampa dalla massima carica in Regione ogni volta che non si è d’accordo con lui”.

“Foto e video dimostrano che i volontari delle associazioni avevano ragione: a Villalago si è svolta una manifestazione inopportuna che per tre giorni è andata in netto contrasto con le principali politiche di ecosostenibilità di quella che è anche conosciuta come la ‘Regione verde d’Europa’. Marsilio non si è reso neanche conto di quello che stava per succedere e ha rivolto insulti, offese e spallucce verso chi chiedeva solo rassicurazioni e tutele. L’arroganza tipica di chi l’Abruzzo non lo vive, pensa di agire correttamente e perde le staffe quando viene contraddetto”, conclude Fedele.

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