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Fase 3, vivai in crisi: mobilitazione nazionale

Piazze e statue, marciapiedi e scalinate, fontane e gondole delle principali città italiane trasformati per la prima volta in “giardini per un giorno”

Piazze e statue, marciapiedi e scalinate, fontane e gondole delle principali città italiane trasformati per la prima volta in “giardini per un giorno” con i fiori e le fronde dei vivaisti italiani messi in ginocchio dalla crisi generata dal coronavirus per il lockdown e la pioggia di disdette per la cancellazione di matrimoni, eventi e cerimonie come mai era accaduto nella storia del nostro Paese.

Una mobilitazione nel pieno rispetto delle misure di sicurezza anti virus a colpi di petali e colori organizzata dalla Coldiretti in collaborazione con AFFI (Associazione Floricoltori e Fioristi Italiani) e Federfiori sabato 27 giugno 2020 a partire dalle ore 9,30 lungo tutta la Penisola, da Venezia con la gondola fiorita in Piazza San Marco fino a Napoli in piazza Mercadante con la statua infiorata fino alla Capitale. Ma sono coinvolte tutte le principali città italiane, da Milano a Torino, da Trieste a Palermo, da Portovenere in Liguria a Lecce, da Catanzaro a Livorno, da Trento a Rimini, da Pescara a Matera, da Perugia a Cagliari, da Aosta ad Ancona e a San Marino per dare la possibilità a tutti di partecipare alla prima giornata nazionale dedicata al florovivaismo Made in Italy.

In Abruzzo, sono coinvolte due città: Pescara in piazza della Rinascita (Salotto), nel cuore del centro cittadino, in cui verrà esposto a partire dalle 9.30 un carro fiorito ridondante di gerbere e garofani, mentre ad Avezzano una creazione florale posizionata in segno di rinascita in Piazza Risorgimento fin dalle primissime ore del mattino.

Le composizioni floreali della durata di 24 ore per l’iniziativa “Ripartiamo con un fiore” sono il grido di dolore – sottolinea la Coldiretti – di un settore strategico per l’economia, il lavoro e la qualità della vita in Italia messo a rischio prima dalla concorrenza sleale di importazioni dall’estero e adesso dal crollo delle vendite causato dalla pandemia con il record storico negativo di piante e fiori mandati al macero.

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