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Fosso Grande, Pettinari: “Non si può perdere tempo”

Vicepresidente Consiglio regionale: "I problemi non si risolvono a causa di interventi poco efficaci e tardivi"

“Sembra essere senza fine il disagio che i residenti della zona di Fosso Grande, tra Spoltore e Pescara, sono costretti a subire per inerzia e confusione della Regione Abruzzo e del Comune di Pescara. I problemi non si risolvono a causa di interventi poco efficaci e tardivi, nel frattempo il pericolo di una nuova esondazione è sempre più concreto. La Regione ha compiuto pochi investimenti e sbagliati, che non hanno portato a nessuna soluzione. Ora, che ci sono anche fondi messi a disposizione dallo Stato, voglio sapere come si intende intervenire e con quali risultati”.

La denuncia arriva dal vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari, da sempre in prima linea al fianco dei cittadini residenti che chiedono sicurezza per le proprie abitazioni che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa assieme al Comitato dei residenti presieduto dal Prof. Nori.

“Sono anni che stiamo chiedendo un intervento decisivo per Fosso Grande. Lo abbiamo fatto attraverso atti istituzionali dal primo giorno in cui abbiamo messo piede in Regione Abruzzo, ma i disagi che derivano dalle continue esondazioni continuano a essere preoccupanti. Abbiamo chiesto di eseguire opere di manutenzione straordinaria del letto del canale e, contemporaneamente, di disostruzione del tratto sotterraneo di Viale Abruzzo – Via Nuoro di Villa Raspa di Spoltore. E soprattutto, salti idraulici a monte del ponticello di via Francia, per smorzare l’impeto delle acque, e una vasca di espansione a valle dello stesso. Inoltre servono interventi mitigatori lungo tutto il tratto del canale, maggiormente nella zona colli di Pescara. Ma nulla di tutto questo è stato fatto, eppure alcune somme sono state stanziate, ma evidentemente non sufficienti o comunque non utilizzate nel modo corretto”.

“Le cause dei disagi sono attribuibili sia all’urbanizzazione selvaggia, che nel corso degli anni ha sostituito i terreni in piazzali di cemento, ma anche e soprattutto a una scarsa manutenzione dei canali e delle vie di scolo. Così i tempi di ritorno delle alluvioni sono diminuiti drasticamente tanto da prevedere un’alluvione al massimo ogni 8 anni. I lavori di ordinaria manutenzione, eseguiti a cura del Comune di Pescara, si sono rilevati largamente insufficienti dato che l’abbondante vegetazione del canneto, ripiegandosi su sé stessa, ostruisce nuovamente il letto del canale, già scenario delle disastrose esondazioni del 2 dicembre 2013 e del 10 luglio 2019 – spiega – Il Genio Civile, già nel 2015, ha confermato la validità delle opere che abbiamo chiesto di realizzare, la spesa necessaria è di circa 800mila euro. Ed il 23 febbraio 2021 il Ministero dell’Interno ed il MEF hanno assegnato questa somma al Comune di Pescara per interventi riferiti ad opere pubbliche di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico. Oggi, quindi, i fondi ci sono e sono adeguati agli interventi necessari”.

“È finito il momento di perdere tempo. Noi non ci fermeremo fino a quando strutture e cittadini non saranno al sicuro, ho anche presentato una interpellanza in Consiglio Regionale nel mese di agosto 2021, ma fino a oggi non ha avuto nessuna risposta . Nella stessa interpellanza chiedo al Presidente di Regione come si intendono superare le persistenti condizioni di precarietà idraulica e idrogeologica del canale Fosso grande corrente tra Pescara, Spoltore e Montesilvano; se in relazione all’alluvione del 10 luglio 2019 è stata effettuata una puntuale ricognizione dei danni e a quanto ammontano gli stessi; se sono stati definiti criteri risarcitori e se è intenzione del governo regionale adottare ogni utile iniziativa al fine di realizzare opere idrauliche quali ulteriori salti e vasche di espansione come previsto nella relazione del Genio civile del 25 febbraio 2015”, conclude.

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