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Interporto di Avezzano: “vita da profughi che sperano ancora”

Sono circa 1.300 gli afghani nel centro di prima accoglienza ospitati. Secondo la tabella di marcia dell'accoglienza, l'hub avezzanese chiuderà entro il 2 settembre. Nel cuore della Marsica, i sopravvissuti recuperano le forze.

Sono sopravvissuti, lo abbiamo già detto in mille modi e sempre lo diremo. Sopravvissuti fortunati che hanno bisogno di ricominciare a sperare, per poter vivere. Profughi fuggiti dall’inferno afghano ospitati nell’hub di prima accoglienza e di smistamento nell’interporto di Avezzano.

Come si legge nell’Ansa.it, nel campo base gestito dalla Croce Rossa Italiana e dalla Protezione civile, oggi ci sono oltre 1.200 persone e come sottolinea Casinghini, gli arrivi “per ora sono finiti anche in ragione delle grandissime difficoltà degli imbarchi all’aeroporto di Kabul e alla scadenza temporale per lasciare il paese del 31 agosto”.

Secondo il programma, l’hub chiuderà entro il 2 settembre prossimo: la permanenza nell’hub è di 48 ore, cinque giorni negli alberghi a completamento dei sette giorni di quarantena.

Le persone arrivano all’aeroporto di Fiumicino “dove dopo giorni di terrore vengono accolti nel terminal cinque e dove vengono tamponati e ricevono una prima assistenza – spiega ancora Casighini -. In quel momento, cominciata la quarantena di sette giorni, vengono inviati ad Avezzano dove vengono visitati, assistiti, accuditi e messi in lista per il vaccino, con l’ausilio di medici e mediatori e naturalmente di Pc, Cri e personale del commissario per la emergenza. Nelle 48 ore nelle tende, prevalentemente si rilassano per recuperare le forze dopo giorni terribili“.

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